Sagliocco contro Enzo De Luca: ‘Il piano cave è calato dall’alto’

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Napoli – “La Giunta Regionale non segue vie democratiche nella gestione dell’attività estrattiva campana”. Così Giuseppe Sagliocco, presidente della Commissione di controllo delle attività della Regione e degli Enti collegati. “Il piano cave del commissario Enzo De Luca ancora una volta ha il sapore di una scelta calata dall’alto, che non tiene conto delle esigenze e dei pareri di chi il territorio lo vive ogni giorno”. Il consigliere regionale di Forza Italia ricorda le numerose interrogazioni presentate in consiglio regionale a partire dal 2002. “Più volte ho bloccato le proroghe che il Consiglio voleva imporre alla discussione del Prae, che l’Aula avrebbe dovuto approvare, dopo la presa visione delle osservazioni di Comuni e Province. La fase di stand by in cui si era precipitati ha costretto il Tar, sollecitato da un cavaiolo, a nominare un commissario. Gli ampi poteri concessi a quest’ultimo hanno di fatto estromesso la voce della volontà popolare. Non c’è stata, infatti, partecipazione democratica nella stesura del piano cave dell’assessore De Luca, varato il 7 giugno dopo 21 anni di vuoto legislativo nel settore”. Sagliocco evidenzia le ripercussioni che il provvedimento avrà sull’intera regione. “Quanto avvenuto è gravissimo poiché si tratta di un documento che incide sulla vita dei cittadini e sulla realtà circostante in maniera determinante. L’80% del piano interessa Terra di Lavoro e più volte ho invitato la Provincia di Caserta a intavolare una discussione seria e costruttiva per combattere questa “sgradita attenzione” della Regione nei confronti del suo territorio. Il presidente Alessandro De Franciscis si è dimostrato completamente sordo ai richiami contro questo provvedimento “perverso” calato dall’alto e ora sono i sindaci a ribellarsi e a chiedere un intervento deciso. Questo malcontento si sarebbe potuto evitare”. Il consigliere continua: “Il problema è a monte. Da quattro anni a questa parte sono stato solo ad asserire, insieme al consigliere Paolo Romano, la mancanza di democrazia da parte del Consiglio Regionale. Qualche mese fa, poi, qualcun altro si è reso conto della fondatezza delle nostre affermazioni e della gravità del problema. Per questo, ben volentieri ho sottoscritto un ordine del giorno congiunto con i consiglieri di maggioranza Oliviero, Buono, Scala e Marrazzo, che ha evidenziato ancora una volta l’atteggiamento disattento dell’Ente nei confronti della problematica. Quando si ragiona per gli interessi del territorio non esistono individualismi. Mi chiedo se, in materia di cave, la forzata inattività dell’amministrazione regionale degli anni scorsi non avesse in realtà lo scopo di estromettere il coinvolgimento degli Enti Locali, attraverso la nomina del commissario. Chiedo alla maggioranza di dimostrare concretamente la sua tanto sbandierata vicinanza alla gente, affinché non sia soltanto uno strumentale ed effimero cavallo di battaglia per le campagne elettorali”.

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