Grottaminarda – Qualche giorno fa il tempestivo intervento della locale stazione dei Carabinieri aveva consentito che una famiglia fosse liberata dal figlio adottivo che teneva sequestrati i genitori all’interno della loro abitazione. Oggi gli stessi militari hanno notificato un’ordinanza di custodia cautelare in carcere allo stesso figlio poiché aveva ripetutamente chiesto soldi minacciando i genitori e percosso gli stessi con mazze di legno e altri oggetti atti a offendere. Sin dall’inizio di questa storia si era compreso che dietro ai comportamenti del figlio si celava la richiesta di soldi forse per soddisfare i suoi bisogni legati al consumo di sostanze stupefacenti e oggi si è avuta la conferma, allorquando il G.I.P. del Tribunale di Ariano Irpino, Dott.ssa Bonavolontà, concordando con la richiesta avanzata dal Procuratore della Repubblica, Dott. Amato Barile e dalla Dott.ssa Marina Campidoglio, ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per i reati di estorsione e maltrattamenti in famiglia. I Carabinieri di Grottaminarda hanno così notificato l’ordinanza al trentenne di origini brasiliane che ora dovrà rispondere non solo del reato di sequestro di persona, ma anche di estorsione e maltrattamenti in famiglia. A questo punto si spera che i Carabinieri abbiano ridato una volta e per tutte la dignità che la famiglia adottiva del ragazzo aveva perduto. Sicuramente resta il dispiacere dei familiari per non aver avuto riconoscenza da parte del giovane adottato quando aveva soltanto quattro anni; ma adesso possono finalmente ritrovare quella serenità che le continue vessazioni del figlio aveva fatto loro dimenticare. Ricordiamo che solo alla fine del mese scorso, dopo anni di prevaricazioni subite, i due coniugi avevano trovato il coraggio di denunciare ai Carabinieri il loro figlio adottivo che, da troppo tempo, continuava a sottometterli con ogni sorta di violenza fisica e psicologica. I due genitori, infatti, spesso, erano stati costretti a elargire denaro al figlio che, in passato, aveva avuto problemi con la giustizia per vicende legate al consumo di sostanze stupefacenti. Tante volte i due coniugi avevano fatto finta di nulla; ma all’ennesima richiesta di soldi e dopo che il giovane li aveva costretti a rimanere nella loro abitazione senza poter uscire, prima del tempestivo arrivo dei Carabinieri, hanno detto basta. Subito i militari hanno capito che l’intera vicenda non era circoscritta a quel singolo episodio, ma trovava origine molto tempo prima. Hanno ricostruito questa triste vicenda arrivando, con la direzione della Procura della Repubblica di Ariano Irpino, a mettere insieme tutti gli elementi del “puzzle” e a trovare prove delle continue vessazioni a cui era sottoposta la coppia che aveva elargito nel corso degli anni un’ingente somma di denaro contante al figlio.
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