Sahrawi: De Simone incontra il Presidente della Repubblica Araba

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Continua la cooperazione allo sviluppo tra la nostra provincia e il popolo africano Sahrawi. Dopo l’esperienza estiva dell’accoglienza di circa quaranta bambini in diversi comuni irpini, il Comitato di Solidarietà ‘Un Sahrawi per Amico’ vuole affrontare un tema scottante: il riconoscimento e la tutela dei diritti umani dei Sahrawi. Approfittando della presenza in Italia di una folta delegazione del governo sahrawi intervenuta all’EUCOCU ( Conferenza Internazionale delle Associazioni di Solidarietà al popolo sahrawi, tenutasi a Roma la scorsa settimana), il Comitato organizza due momenti di incontro con le autorità e la società civile irpina.
Martedì 23 alle ore 16:00 a Palazzo Caracciolo si terrà l’incontro tra la Presidente della Provincia, on. Alberta De Simone, l’Assessore alla pace e ai diritti umani della Provincia di Avellino, Walter De Pietro, e il Presidente della Repubblica Araba del Sahrawi Democratico, Mohamed Abdelaziz accompagnato dal Ministro per i Rapporti con l’Europa ed il Segretario del Ministero per gli Affari Esteri. L’incontro si inserisce nelle attività previste dal Patto di gemellaggio, siglato lo scorso Marzo, tra la Provincia di Avellino e la Provincia sahrawi di Dakla, il cui Governatore Salem Lebsir, già ospite di Palazzo Caracciolo per la siglatura del Patto, guiderà la due giorni diplomatica in Irpinia.
Mercoledì 24, invece, si terrà una giornata di studio e dibattito ad Ariano Irpino sul tema “Diritti Umani- Diritti Negati. Storia del popolo sahrawi”. Il Presidente del Tribunale di Ariano Irpino e numerosi giudici ed avvocati, sociologi e personalità illustri del panorama nazionale discuteranno l’argomento al fine di chiedere un impegno alle autorità nazionali e locali per la costituzione di un Osservatorio sui diritti umani del popolo sahrawi. Si tratta di una richiesta importante, che nessuno mai in Italia era riuscito ad avanzare.
Il Patto di Gemellaggio ha assunto in questo senso un valore istituzionale e diplomatico tale da porre la Provincia di Avellino quale testa di ponte di una cooperazione allo sviluppo meno assistenziale e più attiva sul fronte del riconoscimento del diritto di autodeterminazione di questa gente che aspetta da trent’anni di poter tornare dai propri famigliari e alle proprie case e ricominciare ad avere una vita dignitosa.

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