Montella – Trasporto rifiuti pericolosi: denunciati 4 napoletani

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Montella – Questa mattina i carabinieri della Compagnia di Montella, nel corso di servizi finalizzati al controllo del territorio per la prevenzione dei reati in materia ambientalistica disposti dal Comando provinciale di Avellino, hanno eseguito una vasta operazione che ha permesso di conseguire positivi risultati nel contrasto al fenomeno della raccolta e del trasporto non autorizzato di rifiuti pericolosi. In particolare, i carabinieri hanno intercettato un autocarro targato Napoli, sovraccarico di materiale ferroso, sprovvisto della prescritta autorizzazione alla raccolta e al trasporto di rifiuti pericolosi, e a bordo del quale viaggiavano quattro pregiudicati provenienti dall’hinterland napoletano. A seguito di più accurati controlli diretti a verificare l’esistenza di plausibili motivi circa la loro presenza sul territorio, sono emersi a loro carico numerosi precedenti penali specifici per reati contro il patrimonio. In particolare, nel prosieguo delle indagini, i carabinieri hanno accertato che uno di essi, pur essendo di origini napoletane, risultava da tempo residente in Irpinia. La presenza del pregiudicato in Alta Irpinia, unitamente ad altri elementi di prova raccolti dai carabinieri, ha indotto gli investigatori a ritenere che l’uomo svolgesse il ruolo di basista all’interno del gruppo per tutte le trasferte che la comitiva di malfattori organizzava periodicamente dal napoletano all’ Alta Irpinia. Al termine degli accertamenti di rito, l’autocarro è stato immediatamente sottoposto a sequestro da parte dei Carabinieri che al tempo stesso hanno denunciato i quattro pregiudicati napoletani in stato di libertà per raccolta e trasporto di rifiuti pericolosi senza autorizzazione e in assenza di qualsiasi misura di sicurezza. Al fine di impedirne altre e future trasferte in Alta Irpinia, i carabinieri hanno provveduto a proporre nei confronti dei malviventi l’immediato rimpatrio con foglio di via obbligatorio, provvedimento che, nella sostanza, impedirà loro di ritornare in Alta Irpinia per almeno 3 anni.

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