Avellino – Dopo il botta e risposta tra amministratori, il caso Fondovalle Fenestrelle fa ancora discutere. Questa volta a dire la sua è l’ex presidente Fare Verde Pasquale Matarazzo: “Le dichiarazioni del Sindaco e dell’assessore al ramo, sul caso Fenestrelle, lasciano sconcerto. Sappiamo bene che è necessario un collegamento diretto con la città per la caserma dei vigili del fuoco e del quartiere Quattrograne, ma non in quel modo assurdo spiega in una nota -. Ripeto, 20 piloni su cui insisterà una bretella e una rotonda che si regge su un pilone per gli snodi viari, distruggeranno per sempre un’area protetta dal punto di vista ambientale, in quanto, la circolazione del traffico non sarà certamente fluida e visto l’aumento del traffico nella zona, aumenteranno le emissioni di NO2 e CO. Che, soprattutto nel periodo invernale , istagneranno verso il basso e a causa dell’irraggiamento solare (smog fotochimico), ad esempio, nella stagione primaverile-estiva, i livelli di concentrazione di ozono aumentano sensibilmente per effetto di reazioni fotochimiche, mentre durante l’autunno e l’inverno si è più esposti a sostanze quali le polveri fini (PM10), il benzene e gli ossidi di azoto, danneggeranno irrimediabilmente la biodiversità dell’area”. “Mi chiedo – conclude Matarazzo – e vorrei se lo chiedessero anche gli ordini professionali, può coesistere, un’opera in corso di completamento, quale è quella messa in atto dal Genio Civile che prevede il recupero degli argini del fiume, realizzando una difesa spondale, secondo le tecniche di ingegneria naturalista, a basso impatto ambientale (terrazzamenti in pietra naturale e georeti), con 20 piloni in cemento armato e una rotonda, a pochi passi dal rigatore, a forte impatto ambientale?”. “Chi ha approvato il progetto – conclude – in Conferenza di Servizi, permettendo l’approvazione in variante, poi acclarata dalla votazione in consiglio comunale, si è reso conto del danno che apporterà alla città? E’ vero, quell’area è stata abbandonata da anni, ma proprio ora che si poteva fare una grande opera, condivisa e consegnata alle future generazioni, come un patrimonio da salvaguardare, la consegniamo definitivamente al cemento e all’inquinamento atmosferico”.
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