E’ il giorno della primarie nel Pd, seggi aperti fino alle ore 20.00

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( di Tiziano Tedeschi) – Il giorno della sfida democratica è finalmente arrivato. In queste settimane l’aggettivo più solitamente usato per descrivere il momento delle primarie del 14 ottobre è stato: storico. Lo strumento delle primarie non ha grandi precedenti nella storia democratica del paese, perché la Carta costistuzionale riconosce soltanto il referendum come strumento di democrazia diretta, cioè finalizzato a chiedere direttamente al cittadino di scegliere tra le soluzioni prospettate quale ritiene giusta per risolvere il quesito, mentre le primarie sono rimaste finora fuori dall’elenco delle previste forme di consultazione, pertanto il 14 ottobre è data da ricordare perché avrà segnato il momento della chiamata dei cittadini ad esprimere il loro giudizio diretto intorno ad una proposta politica senza precedenti: la ipotizzata nascita del Partito democratico. Due grandi partiti, con un patrimonio ideale vasto e robusto, hanno deciso di mettersi insieme per costruire un soggetto nuovo, che dovrebbe tracciare nuove prospettive di crescita nel paese, tentando anche di superare la frammentazione e i continui distinguo, “tallone d’Achille” per il centrosinistra e, in misura ridotta, per il centrodestra. Sul risultato nessuno è pronto a scommettere, esclusa la vittoria di Walter Veltroni per la segreteria nazionale, data per scontata, tuttavia conterà molto il dato dell’affluenza alle urne. Intanto la partecipazione del cittadino, estesa alla fascia tra i 16 e i 18 anni, rappresenta l’elemento nuovo ed interessante di quella consultazione, al quale si aggiunge il dato della vittoria sicura del progetto – lo hanno ribadito Veltroni e Romano Prodi – che porrà il paese davanti ad uno scenario politico certamente innovativo e con il quale le forze politiche saranno chiamate a fare i conti. La presenza di Silvio Berlusconi alla festa nazionale dell’Udeur, la spinta verso la costituzione della federazione di centro, la richiesta, avanzata dall’Udc, di fermare i motori della nave guidata da Prodi, per approvare le riforme elettorali prima di andare a nuove elezioni e il tentativo di riunificazione della Sinistra rappresentano soltanto alcuni degli elementi intorno ai quali costruire il convincimento che la politica sta attraversando una fase di profonda riflessione. Da domani conteranno i numeri, perché in democrazia è chiamato a gestire chi ottinene il consenso più diffuso nella pubblica opinione, ma la speranza è che il dibattito, annunciato molto acceso anche nel nascente Partito democratico, non si trasformi in una resa dei conti. Se ciò accadesse, significherebbe aver sprecato ancora una bella occasione per contribuire alla riaffermazione della democrazia e della politica contro la spinta rivoluzionaria e antipolitica rispetto alla quale sarebbe più difficile combattere sul piano delle argomentazioni. Irpinianews seguirà l’esito del voto in provincia di Avellino e già questa sera sarà in grado di comunicare i dati più significativi.

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