Avellino – Welfare, Cogliano: “Referendum farsa”

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Avellino – Dalle urne della consultazione referendaria dell’8 ottobre il dato che è emerso inequivocabilmente porta a riflettere sul segnale che viene irradiato dalle fabbriche dove il 70% degli operai ha espresso un sonoro No al protocollo sul Welfare. La concertazione sindacale non risulta essere premiata dai metalmeccanici che dalla Mirafiori di Torino alla Piaggio di Pontedera fino ad arrivare alle nostre realtà produttive (FMA) hanno respinto al mittente la bozza di accordo governativo-sindacale partorito sotto l’egida della Confindustria. “In questa consultazione referendaria – ha spiegato Carmine Cogliano, Coordinatore Provinciale dell’Area Critica del PRC – bisogna rimarcare che i sindacati confederali hanno funzionato come puro strumento di governo allargato per costruire il consenso dei lavoratori alle neo-politiche liberiste di un governo per molti versi reazionario ed espressione maggioritaria della nuova-vecchia politica. In buona sostanza questa vittoria dei Si è un risultato deciso sin dall’inizio, leggitimando con una falsa democrazia una intesa in cui gli unici ad aver vinto sono i banchieri, Confindustria e Governo ed in cui gli unici ad aver perso sono i lavoratori, i precari ed i pensionati. Abbiamo assistito ad una consultazione senza regole e senza nessuna garanzia di regolarità. In effetti non è stato previsto nessun quorum al referendum (nonostante i lavoratori e i pensionati siano 35 milioni). I seggi sono stati decisi dai sindacati confederali i quali gia si sono accordati con il governo. E’ oltremodo confortante sapere che il risultato delle fabbriche e quello di importanti pezzi del pubblico impiego hanno manifestato ancora una un NO consapevole ad un accordo come quello del 23 luglio che conferma nella sostanza in toto le peggiori leggi del governo Berlusconi sulle pensioni e sulla precarietà. Resto convinto che questi No alle politiche liberiste si paleseranno con forza nei prossimi mesi anche nella lotta e negli scioperi a partire da quello dei metalmeccanici del 30 ottobre e da quello dei sindacati di base del 9 novembre partendo da subito con la manifestazione del 20 ottobre dove una marea di popolo: precari, disoccupati, studenti, pensionati e lavoratori chiederanno a gran voce a questo governo di rivedere il protocollo sul welfare oltre che adottare politiche realmente in sintonia con i dettami del programma dell’unione”.

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