Rifiuti – Ragosta:”La politica e le Province facciano la loro parte”

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Per uscire dalla emergenza bisogna smetterla di fare filosofia e discutere in modo concreto, procedendo alla realizzazione di mini-discariche a servizio del territorio provinciale. Il governo, che ha estraniato la Regione, deve fare un passo indietro, la politica deve riappropriarsi del ruolo decisionale e le Province devono individuare da subito i siti per lo stoccaggio, approvare rapidamente i rispettivi piani e realizzare le discariche. E’ inutile immaginare che si possa fare a meno degli invasi, pertanto è responsabilità degli enti territoriali discutere con la popolazione per giungere a soluzione concordate, la politica del non decidere non è più proponibile. Fermiamo le lobbies economiche nazionali e agli speculatori del nord, che gestiscono l’affare dei rifiuti e superiamo la “fesseria” di utilizzare discariche per sei/otto mesi: si è visto che non risolvono nulla. La Campania è la regione più commissariata d’Italia, ma alla fine i problemi sono irrisolti. Il presidente della Commissione regionale sui rifiuti, Michele Ragosta fa il punto della situazione e lancia l’allarme: la discarica di Macchia Soprana, concepita per settecentomila metricubi, può resistere fino a primavera e tenuto presente il lavoro da fare non c’è tempo da perdere. “Attendiamo che il Commissario di governo prenda le opportune decisioni – precisa – e spero che non tardi ad assumerle, perché non si tratta di dover scrivere la storia del mondo, ma di lavorare in sinergia per risolvere un problema in modo definitivo, lasciando alle Province l’impegno di orientare la popolazione intorno alla necessità della presenza delle discariche nei loro territori. Naturalmente sono necessarie le opportune garanzia sulla qualità degli impianti e la costanza dei controlli nel rispetto dell’ambiente e della salute pubblica. Certamente, quando una discarica come quella di Macchia Soprana, essendo l’unica in attività, riceve centinaia di automezzi al giorno, provenienti da tutta la regione, il disagio per la popolazione aumenta considerevolmente – continua l’esponente dei Verdi – ma utilizzando gli impianti di piccole dimensioni il numero dei compattatori si distribuirebbe in modo equo e si ridurrebbe il costo del trasporto con vantaggi anche economici per i cittadini. Spesso gli automezzi percorrono centinaia di chilometri per giungere nelle discariche e non si sembra giusto. L’emergenza viene spesso valutata in modo superficiale, nel senso che tralasciamo il parametro economico e del personale che lavora nel settore e questa è un’altra questione molto importante – sottolinea Ragosta – perché in Campania ci sono migliaia di dipendenti che, a vario titolo, lavorano nel settore dei rifiuti il cui costo ricade sui contribuenti ed è chiaro che si dovrà ragionare anche su questo per frenare gli sprechi: i cittadini potrebbero essere chiamati a pagre conti molto salati. Nel settore saranno introdotte numerose novità, a partire dagli Ato: occorrerà approvare lo statuto, eleggere gli organismi e procedere al trasferimento del personale nella nuova struttura e non credo sia operazione rapida ed agevole; poi bisognerà ragionare in vista anche del soggetto unico che sarà chiamato a gestire quel settore. Rimane centrale l’importanza della raccolta differenziata, che riduce anche il volume dei rifiuti, favorendo l’autonomia dei piccoli invasi: con un buon programma potremmo realizzare l’obiettivo chiamato “rifiuti zero”, ma occorre l’impegno di tutti. Alcuni comuni, anche di medie dimensioni, sono ad una percentuale tra il 60 e l’80% e questo significa che quando c’è l’impegno degli amministratori il servizio può essere effettuato con successo. Ed allora, non dobbiamo continuare ad attendere le decisioni assunte a Roma, intesa come centro degli interessi economici e finanziari, ma darci da fare per uscire definitivamente dalla emergenza. Le Province da gennaio avranno la possibilità di decidere – ha aggiunto il presidente della Commissione rifiuti – e non potranno sottrarsi”. Ragosta ha sottolineato che spetta solo alle amministrazioni provinciali individuare i siti per le discariche, ponendo una sola questione: evitare il territorio del napoletano, che ha già troppi problemi con i quali dover fare i conti. Intanto i rifiuti sono abbancati ai lati delle strade e non si intravede alcuna via d’uscita nell’immediato. (di Tiziano Tedeschi)

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