Atripalda-Caso amianto, dal Prc la denuncia: “Adesso le dimissioni”

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Atripalda – “È gravissimo quanto è accaduto ad Atripalda in via Tufarole in seguito al sequestro e alla chiusura di un sito di stoccaggio dove si perpetrava un’attività illegale di vaste proporzioni senza che le istituzioni competenti vigilassero a salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica. Così si scopre che nei cassoni ritrovati nel sito e nel sottosuolo dello stesso fossero depositati rifiuti tossici pericolosi e persino l’amianto (ben 64 lastre). La nostra indignazione è forte e alla luce di quanto è accaduto ci sentiamo in dovere di ricordare che già in passato avevamo espresso più di una perplessità sui metodi di controllo e sull’operato di certe aziende che in barba alle leggi compivano dei veri e propri delitti ambientali”. È quanto afferma Luca Criscuoli del Direttivo Circolo PRC/SE “L. Libertini” di Atripalda alla luce del ritrovamento e sequestro di un’area adibita a discarica abusiva. “E l’amministrazione, i settori di vigilanza, gli uffici e gli assessorati competenti dove erano? – continua Criscuoli – Ed oggi alla luce di quanto è successo, perché si nascondono, perché non si assumono le responsabilità specifiche? Perché quando noi del Prc parlavamo di amianto presente in diverse parti della città, non siamo stati ascoltati e definiti visionari? Perché gli attuali assessori continuano nel silenzio a sostenere l’insostenibile: Atripalda isola felice?”. Poi l’affondo finale sul parlamentino atripaldese: “Per tutta la passata campagna elettorale alcuni degli attuali amministratori si pavoneggiavano a più non posso del fatto che quando altrove in Irpinia c’era l’emergenza, qui da noi la raccolta proseguiva regolare e senza disagi. Certo! Oggi sappiamo anche che fine facevano i nostri rifiuti! Quel famoso 43% di differenziata…tutta una farsa, una menzogna spacciata per oro colato. E i cittadini l’hanno bevuta, in buona fede, mentre in modo criminale si stava attentando alla loro sicurezza e alla loro salute, compromettendo, allo stesso tempo e in modo irreversibile il territorio e l’ambiente circostante. Chiederemo alla Magistratura di andare a fondo della questione affinché vengano chiarite le posizioni di chi doveva vigilare, di chi ha stipulato gli accordi, dei diretti responsabili affinché l’ennesima vergogna non passi impunita, come purtroppo è già accaduto in passato nei nostri territori. Contemporaneamente chiediamo a gran voce che venga indetto un Consiglio comunale straordinario sperando che in quell’occasione vengano presentate le dimissioni dei dirigenti e degli assessori responsabili dei settori ambiente e rifiuti”.

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