Calcio – Lupi: semaforo rosso. Ultimo posto e la rabbia di chi ‘ama’

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Semaforo rosso: l’Avellino è in profonda crisi. Un avvio di stagione quello dei biancoverdi tutt’altro che felice. Sette sconfitte su otto gare, nemmeno il lupo 2003-2004, guidato da Zeman era riuscito a fare così male. Soltanto tre punti ed ultimo posto in classifica, per la squadra costruita da Lucchesi, un ‘assemblaggio’ iniziato tardi e mai completato. Una ‘truppa’ male assortita, un gruppo che ha esuberi in alcuni ruoli e carenze in altri. De Angelis e compagni non riescono a togliersi di dosso la maglia nera della cadetteria. Purtroppo non si può pensare di allestire una formazione che deve affrontare la seconda serie nazionale in un solo mese. Cosa che ha fatto questa dirigenza, un mercato iniziato il sette agosto e che ha visto partire quasi tutti i calciatori che hanno riportato l’Avellino pallonara nel calcio che conta. La gara disputata a Grosseto contro il Piacenza ha mostrato i limiti di un undici volenteroso e che nelle precedenti gare a tratti aveva fatto anche divertire, carenze mascherate fino a questo momento dai numerosi errori arbitrali. Torti che hanno reso ancora più difficile il cammino di un gruppo privo di un vero leader. Purtroppo, il progetto tanto decantato dall’ex Direttore Generale di Roma e Fiorentina ad oggi è ancora un’incognita. Si è deciso di puntare sui giovani ‘degli altri’, alcuni validi: come Sestu, Paonessa, Mengoni e Bracaletti, ma privi di personalità e non con i giusti elementi di esperienza a fargli da chioccia. Sì perché i propri ragazzi, quelli di proprietà, sembra che non interessino. Su tutti Gragnaniello: in scadenza di contratto e che più volte ha manifestato la propria volontà di prolungare l’accordo con la società. Un portiere messo sul banco degli imputati per l’errore contro il Ravenna, ma per cui, almeno ad oggi, non c’è stata alcuna riconoscenza dopo essere sceso in campo con un dito fratturato nei quattro incontri più importanti della stagione. Eppure a condannare i lupi contro la compagine presieduta da Garilli,l’ennesimo sbaglio di Pantanelli, di colui che l’ha sostituito lo scorso 27 agosto: che dopo le papere contro Frosinone e Chievo continua a stupire in ‘negativo’. Nuovo flop per lui, in quella che doveva essere la partita della vita, la gara del rilancio. All’estremo partenopeo nonostante tutto non è stata data una nuova chance. A questo punto viene da pensare che l’allenatore conti ben poco in questa decisione, che l’ ‘ordine’ forse arriva dall’alto. Motivo? Il legame con il precedente progetto, con quel Maglione che in punta di piedi è riuscito a rialzare il lupo, con pochi spiccioli e riconfermando i pezzi pregiati. Come lui Sirignano, Matarazzo, Ragosta e De Marco, tutti liberi a giugno 2008 e con la possibilità di accasarsi altrove. Farli partire sarebbe un grosso errore perché in caso di permanenza in B (cosa che ci auguriamo tutti), dovranno essere rimpiazzati e nell’attuale settore giovanile, altro tasto dolente del nuovo corso, non ci sono elementi che per questioni burocratiche potranno rimpiazzarli. Contro la compagine guidata da Remondina anche sotto l’aspetto del gioco l’Avellino non è piaciuto. La Carboni ‘band’ procede stile Gambero: un passo avanti e tre indietro. Lupi troppo brutti da vedere e le tante pedine mancanti non possono e non devono rappresentare un alibi, perché anche gli avversari erano in emergenza. È vero che Anastasi, Di Cecco, Corallo e Maietta sono elementi fondamentali, ma questo non vuol dire che la squadra in assenza di questi giocatori non debba e non possa avere valide alternative. Incomprensibile la chiusura totale del tecnico Stella, quasi mai utilizzato e Kenesei, inserito soltanto negli ultimi scampoli di gara. In estate si è deciso di cambiare, dando un netto taglio con il passato, privandosi di elementi importanti come Biancolino, Moretti e Ametrano, senza sostituirli con gente alla pari o superiore. Cambiare tanto per non è mai la cosa migliore, abbandonare la via vecchia per la nuova in alcuni casi non si rivela un bene. Non si contesta il fatto che ‘questi’ siano andati via, ma che non si è provveduto a colmare queste mancanze. Per la prima volta dall’avvio del torneo, i tifosi hanno contestato la società ed in particolare Lucchesi al grido di ‘Vergognatevi’. Più volte l’hanno ripetuto gli Ultras stanchi di sentire l’ottimismo ingiustificato del ‘costruttore’ della macchina biancoverde. La campagna abbonamenti va a rilento: poche più di 200 tessere vendute. Lo sconforto aumenta, ma non abbassiamo la guardia, la squadra di colpe ne ha ben poche e solo lei va sostenuta.
(di Sabino Giannattasio)

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