Regione – Statuto, le osservazioni dell’esponente SD, Angelo Giusto

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“E’ vero che la proposta statutaria è già stata in Commissione sette anni, ma dobbiamo domandarci quale processo di coinvolgimento del territorio è stato attivato nella riscrittura della carta costituzionale regionale”. Così il consigliere regionale di Sinistra democratica, presidente della Commissione sanità, Angelo Giusto, ha introdotto il suo intervento in Consiglio sul nuovo Statuto regionale. “Non capisco, poi, l’enfasi di cui viene caricata la parte iniziale dello Statuto sui principi fondanti, sono principi culturali che non hanno più valore di norma giuridica, come precisato dalla Corte Costituzionale. Non si comprende, dunque, l’accanimento sulle radici cristiane o della Resistenza. Insomma, un po’ tutti dovrebbero abbassare i toni della polemica per concentrarci sul cuore della potestà statutaria” – ha proseguito Giusto. Il presidente della Commissione sanità ha, poi, citato quanto scritto da Sartori sul Corriere della Sera: “la stabilità è positiva se agganciata ad una cosa buona, così come la stabilità di un cattivo governo è cattiva; insomma, il problema è il buon governo, che non è buono per il semplice motivo che è stabile”. Per Giusto, dunque, “si deve andare direttamente ai nodi fondamentali dello Statuto: “la proposta di legge statutaria prevede numerosi organismi consiliari che dovrebbero operare nei più svariati settori. Alla luce del dibattito sulla riduzione dei costi della politica, su questo tema sarebbe auspicabile un dibattito chiaro e franco”. E, ancora, per Giusto “le distorsioni dell’elezione diretta del presidente della regione ha portato a situazioni abnormi, a poteri forti, lobby, leaderismi, personalismi, con il Consiglio che resta prigioniero della dittatura dell’esecutivo e con l’Assemblea degli eletti che viene svuotata di funzioni. Il modello presidenzialista, infatti, ha creato una sorta di mostro bicefalo, che gestisce risorse e controlla se stesso, e che non si mitiga con la sostituzione temporanea del vicepresidente in caso di impedimento del presidente; vi è, poi, il problema del numero dei consiglieri, che la Commissione ha voluto lasciare a sessanta per poi registrare un alto numero di ‘pentiti’. Con sessanta consiglieri si può fare tutto – ha detto Giusto – anche far fronte agli accresciuti compiti della riforma costituzionale”. “Lo Statuto è ancora troppo debole e indifferente rispetto ad alcune problematiche di cui ci facciamo portatori con i nostri emendamenti, come il problema di garantire le funzioni e la rappresentatività di questo Consiglio regionale, di garantire lavoro stabile, il diritto alla salute” – ha concluso Giusto, secondo il quale “se lo Statuto porterà innovazioni e modifiche, non avremo difficoltà ad approvarlo, se, invece, si tratta di un ‘pacchetto’ chiuso definito al di fuori di questa Assemblea, la nostra posizione sarà particolarmente critica”.

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