Avellino – Inquinamento delle acque, le precisazioni dell’Ato

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Avellino – “L’assenza del presidente e di alcuni membri del CdA non può giustificare la campagna diffamatoria in atto nei confronti dell’Ato Calore Irpino”. Sono queste le parole con le quali l’ente territoriale prende posizione in merito al dibattito scaturito dal preoccupante stato di salute in cui versano le acque irpine. “È necessario ristabilire la verità – recita la nota trasmessa – anche alla luce di alcune prese di posizione di altri enti nei confronti dell’Ato”. In questo senso l’Autorità di Ambito Territoriale tiene a precisare le proprie mansioni: “organizzazione, affidamento e controllo della gestione del servizio idrico integrato”. Funzioni, che, prosegue la nota, “abbracciano un territorio di 195 Comuni i quali, in maniera distinta, amministrano i propri impianti di depurazione, le reti fognarie e gli acquedotti civici, attraverso società di gestione miste pubblico-private, solo private, pubbliche ed in economia”. Un contesto particolarmente diversificato ai fini gestionali, dunque, che: “rende sicuramente difficile il dialogo dell’ente con i soggetti gestori”. E proprio in quest’ottica l’Ato sottolinea come sulla questione “abbia predisposto, con le proprie strutture, tutta la documentazione relativa alle procedure da porre in essere”. Un impegno, questo, con l’intento di: “trovare una soluzione, anche dibattendo il problema in assemblea con i sindaci, come avvenuto nel corso degli ultimi anni, e nonostante la continua evoluzione normativa in materia”. In riferimento alle prescrizioni legislative vigenti nel settore del controllo fognario-depurativo, l’Ato specifica: ”Abbiamo fissato con regolamento proprio le procedure e le modalità per l’emissione delle autorizzazioni agli scarichi nelle fognature pubbliche e per lo svolgimento delle connesse attività di controllo da parte dei soggetti gestori. Un controllo – avverte l’ente – che è stato affidato all’Arpac con apposita convenzione attualmente in vigore. Fino ad oggi però da parte dell’Arpac non è pervenuta alcuna comunicazione sugli adempimenti svolti, prescritti nella convenzione, tra cui la realizzazione del catasto degli scarichi nelle fognature presenti nel territorio di competenza dell’Ato, per una convenzione che prevede anche come momento successivo il controllo sulla corretta gestione degli scarichi e della loro qualità”. Su questo punto l’Ato informa di “attendere le risultanze per poter provvedere nel merito”, evidenziando anche come: “La competenza per i controlli e le autorizzazioni agli scarichi in corpo idrico superficiale appartenga all’amministrazione Provinciale”.
Infine, l’Autorità di Ambito Territoriale pone risalto sulle iniziative ad hoc preposte tramite i fondi comunitari. Fra queste: ampliamento del depuratore di Pianodardine e collettamento dei reflui lungo il torrente Fenestrelle, oltre alla ripartizione tra Comuni di fondi per un importo pari a circa settanta milioni di euro. Fonti economiche, si legge ancora, necessarie per: “Interventi di ampliamento di reti fognarie e realizzazione di depuratori”. In questo senso, l’Ato informa di aver “trasmesso alla Regione Campania un piano di ottimizzazione del ciclo integrato delle acque, propedeutico alla sottoscrizione dell’accordo di programma Campania-Puglia per il trasferimento delle risorse idriche. Tale piano – conclude la nota – mira alla riduzioni delle perdite, all’adeguamento delle aree di salvaguardia, alla bonifica e riqualificazioni di molte aree, alla realizzazione ed adeguamento di impianti di depurazione”.

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