“L’inchiesta de l’Espresso sulla ragnatela di consulenze e incarichi in Regione, lo scandalo Paser che ha coinvolto l’Assessore Cozzolino, ci parlano della necessità di un deciso cambio di paradigma”. Così Gennaro M. Imbriano, segretario provinciale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea si pronuncia sulla questione. “È assurdo pensare che in Regione Campania, pur disponendo di una elefantiaca macchina amministrativa, ci sia la necessità di pagare una enorme quantità di parcelle a professionisti e società private. Le consulenze –continua Imbriano- non possono essere sostitutive del lavoro pubblico, e questo vale anche per gli Enti della provincia di Avellino. Laddove vi sono adeguati profili professionali, ricorrere all’esterno dell’Amministrazione equivale a sprecare i soldi pubblici: questo non è tollerabile. Mi pare che in questa grave vicenda l’Assessore Gabriele abbia dato un segnale positivo, revocando consulenze esterne per 5 milioni di euro e sostituendo la dirigente che aveva deciso di affidarle in assoluta autonomia. Non c’è dubbio –conclude Imbriano- in Regione c’è bisogno di una svolta: è impensabile che su settori strategici come le Attività produttive e la Sanità continui una gestione blindata da parte del nascente Partito Democratico”.
Anche il presidente del gruppo di Forza Italia al Consiglio Regionale della Campania, Cosimo Sibilia, si è voluto pronunciare sulla questione: “Le continue ‘precisazioni’ di numerosi esponenti politici del centrosinistra, le perenni polemiche ma anche il continuo intervento della Cgil sulla gestione del Paser e sulla vicenda dei consulenti la dice lunga sugli interessi di bottega che vi ruotano intorno. Ma a conferma di quali siano gli interessi politici in gioco e l’assoluta mancanza di trasparenza basterebbe da solo l’allarme lanciato dall’Assostampa campano il cui segretario Regionale punta l’indice sui criteri coi quali verrebbero individuati i giornalisti che dovrebbero poi redigere e gestire i relativi piani di comunicazione. In questo senso l’ipotesi di istituire una commissione consiliare di indagine conoscitiva, così come da noi suggerita, dovrebbe apparire lo strumento più idoneo a fare chiarezza su questo nuovo ennesimo episodio di mala amministrazione”.
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