L’asse viario Lioni-Grottaminarda fa maturare ancora dissensi al punto da spingere alla creazione di un comitato ad hoc – composto dai cittadini di Frigento e Gesualdo, direttamente interessati all’opera – pronto a dare battaglia attraverso una petizione popolare. La prima azione del neonato comitato è stata proprio l’invio di una sollecitazione ai Presidenti di Camera e Senato e al Presidente della Repubblica “…affinché garantiscano interventi istituzionali volti alla salvaguardia e tutela delle risorse idriche ed ambientali che saranno devastate dalla galleria prevista dal progetto preliminare dell’asse viario”. “Al di là delle prospettive di sviluppo – si legge nella missiva – il lotto in esame è un progetto che per oltre 20 anni ha suscitato posizioni contrastanti tra le comunità locali e che ad oggi continua ad essere fortemente invasivo per l’ambiente ed una parte del territorio (…). Dalla visione degli elaborati grafici del progetto preliminare, si evidenzia l’attraversamento dei tenimenti dei comuni di Frigento e Gesualdo con una galleria di 1,750 metri in un vasto tratto sensibile dal punto di vista ambientale e idrogeologico; da un più attento esame tecnico del progetto preliminare si è riscontrato che lo stesso è sprovvisto degli allegati relativi alle indagini geologiche, geognostiche, geotecniche e dei relativi studi; di conseguenza ne deriva che la valutazione dal punto di vista ambientale e geologico del tratto stradale in questione non è stato ancora effettuato con le indagini e gli studi di rito. Allo stato attuale, inoltre, il ricco patrimonio idrico di cui è dotata la zona è conservato intatto e le acque sono ancora potabili e fondamentali quale fonte di reddito dal punto di vista agricolo”. I componenti del comitato si dicono tra le altre cose “… preoccupati che la eventuale perforazione della galleria a quota molto superficiale nella zona a sud-ovest delle pendici della montagna di Frigento determinerà la sicura dissipazione delle falde acquifere; che l’impatto ed i danni ambientali ed idrogeologici investono un bacino di circa 4 kmq, interessando centinaia di famiglie residenti in campagna e lo stesso centro abitato di Gesualdo; che gli oneri per la collettività e per l’erario, comunque enormi, sono oggi poco quantificabili e prevedibili, non potendosi calcolare le conseguenze onerose per le abitazioni, le attività produttive e l’occupazione degli abitanti; che questa opera così imponente possa distruggere una risorsa così importante come l’acqua, la cui scarsità è fonte di povertà; certi che il potenziale danno ambientale ed idrogeologico potrà essere evitato grazie ad una maggiore attenzione verso il nostro territorio”. Dunque viene chiesto apertamente l’interessamento di tutti i destinatari della missiva che “… sapranno adottare tutti i provvedimenti e le soluzioni adeguate. Chiediamo nello spirito di quanto indicato dalle normative europee e nazionali ed al fine di facilitare e promuovere legittimamente il coinvolgimento del pubblico nei processi decisionali su scelte così delicate, che venga disposto un tavolo di concertazione per procedere d’intesa con tutti i rappresentanti locali ed istituzionali alla rettifica del tracciato di progetto nel tratto inerente l’area descritta”.
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