Convento di S. Francesco: fede e turismo, sinergia per l’accoglienza

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Montella – Baricentro dell’Alta Irpinia, o meglio dell’Alta Valle del Calore, il Convento di San Francesco a Folloni nel giugno dell’anno scorso ha portato a ‘battesimo’ la nascita della condotta Slow Food Terminio Cervialto – San Francesco, opera di giovani e brillanti menti del posto. E non è certo un caso che la filosofia slow food abbia attecchito in un posto come il convento, da sempre porto di mare per numerose ed originali iniziative. D’altronde, la linea slow food del ‘buono, pulito e giusto’ non poteva che ‘sposarsi’ pienamente con quella che è la concezione francescana dell’accoglienza. La condotta slow food nata nel convento è diventata subito famosa per essere la più giovane d’Italia. La media dell’età del direttivo è di 25 anni. Il fiduciario, Walter Vernacchio, ne ha 24. Ciò non toglie fiato alla sua attività sul territorio, che vede ora portare avanti la procedura per il presidio del Pecorino Bagnolese. La condotta (formata anche da Fra Agnello Stoia, vicefiduciario; Stefano Colicino, vicefiduciario; Salvatore Ciociola, segretario,Fabio Iuliano, Marco Ciociola e Marco Colicino) sarà inoltre impegnata il 7 agosto nel convento di San Francesco per una manifestazione sulla valorizzazione della vacca podolica, tappa di un progetto, più ampio, interregionale che coinvolge direttamente i comuni di 4 regioni del meridione dove è presente la podolica. Sarà poi presente dall’11 al 15 agosto a Taurasi in occasione della Fiera Enologica ed il 24 e 25 agosto a Castelfranci per una manifestazione incentrata sui piccoli produttori di Aglianico del posto. L’evento principale che il Convento propone è senza dubbio la Manifestazione “Francesco d’Incanto” quest’anno alla decima edizione, in occasione della festa di San Francesco del 4 ottobre. A legarlo a Slow Food, ma forse ne è una causa, è la vocazione turistica del convento, ogni anno meta di 30.000/35.000 visitatori, escludendo le persone che quotidianamente, e di domenica soprattutto, si recano a San Francesco a Folloni per ascoltare la Santa Messa. Il convento ha infatti una struttura che potrebbe ospitare circa 100 persone. Purtroppo non è del tutto fruibile in quanto urgono lavori di ristrutturazione. Resta il fatto che il convento e i frati come possono riescono a dare riparo e ristoro a molti pellegrini che si trovano di passaggio: persone di tutti i tipi, e di diversa nazionalità, che nella maggior parte dei casi restano meravigliati dalla bellezza del luogo ma soprattutto dalla bellezza dell’aria che si respira, aria di accoglienza, di serenità.
Per tentare il rilancio, il Convento ha partecipato a due bandi per la destinazione dei fondi europei 2000-2006 sui Pit “Borgo Terminio-Cervialto” e “Valle Ofanto, presentando un progetto esecutivo cantierabile di allestimento della biblioteca (circa 20.000 volumi, con un fondo antico costituito da un migliaio di libri tra il ‘500 e il ‘700, e circa 4.000 libri dell’ ‘800) e un progetto esecutivo cantierabile di un centro servizi, legato all’accoglienza di gruppi, turisti, pellegrini, studiosi, universitari, stagisti … che desiderino vivere un’esperienza di accoglienza diversa da quella alberghiera, legata appunto a una struttura conventuale. Purtroppo le proposte non sono state considerate e al Convento non resta che sperare nei prossimi finanziamenti. Per il 2007-2013 la Soprintendenza ai Bappssae ha sottoscritto un protocollo d’intesa con il Convento e sei comuni particolarmente legati al convento (Bagnoli, Cassano, Castelfranci, Montella, Montemarano, Nusco) per un progetto culturale che vede nel Convento un fulcro, in particolare il luogo dove sviluppare accanto al Museo dell’Opera del Complesso Conventuale un luogo di informazione turistica ma anche un centro di documentazione della Valle. Di sicuro il Convento rappresenta per il territorio un punto di forza e molti progetti sono stati avvantaggiati dalla sua presenza e dalla sua opera. Ma al momento pare che non sia stato preso in considerazione lo stesso bene che necessita di urgenti interventi anche di restauro e di sostegno per la valorizzazione. Il convento è poi luogo di aggregazione per molti giovani del territorio circostante (attualmente 50/60 ragazzi lo frequentano abitualmente). Chi canta nel coro, chi suona, chi è impegnato nella biblioteca, chi nell’Opera pastorale giovanile vocazionale (Opgv), nelle arti grafiche, slow food, ecc. Da qualche anno il padre guardiano, Fra Agnello Stoia, sta portando avanti la riscoperta del Conte Diego Cavaniglia, personaggio di Montella della seconda metà del quattrocento il cui corpo è da poco stato rinvenuto in uno scavo proprio all’interno del convento. Senza dubbio l’attrazione verso questo luogo è un mix di bellezza paesaggistica, architettonica, storica, culturale ma non è da sottovalutare quella religiosa, messa in campo dai frati che con molta semplicità e apertura mentale gestiscono le più svariate situazioni. (di Antonietta Miceli)

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