Don Gnocchi: il bilancio di un anno… tra dati e nuovi progetti

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Sant’Angelo dei Lombardi – Più che positivo il bilancio del primo anno di attività del Polo Specialistico Riabilitativo “Don Gnocchi” presso l’ospedale “G. Criscuoli” di S. Angelo dei Lombardi. Il modernissimo Centro altirpino, inaugurato nell’aprile del 2006, sulla base di un contratto di concessione sottoscritto dalla Fondazione Don Gnocchi con l’ASL Avellino 1, si è integrato con le altre strutture dell’ospedale, divenendo un punto di riferimento d’eccellenza a livello regionale ed extraregionale. Dall’avvio dell’attività, si è raggiunta progressivamente la capienza massima dei posti letto: l’accordo prevede la gestione di attività per la riabilitazione neurologica, ortopedica e cardiorespiratoria. “Abbiamo alle spalle il primo anno di lavoro – afferma il direttore, Salvatore Provenza, responsabile per la ‘Don Gnocchi’ dell’Area sanitario-riabilitativa per il centro e sud Italia – e siamo soddisfatti dei risultati raggiunti. Dobbiamo continuare ad operare nello spirito della carta dei valori della Fondazione, che vede l’uomo al centro delle attività di assistenza, recupero e cura; che guarda alla ricerca e all’innovazione tecnologica come grandi alleati nella lotta contro ogni patologia invalidante; che punta, infine, alla maggiore efficienza ed efficacia dei processi gestionali per una piena valorizzazione delle risorse umane”.
Nel primo anno di attività, il Polo Riabilitativo ha valutato 768 pazienti; il 95% è afferito nell’area di riabilitazione intensiva e il restante 5% nel reparto dedicato alle gravi cerebrolesioni acquisite. Il trend della domanda ha evidenziato una buona capacità attrattiva del Centro, che da gennaio 2007, è riuscito a mantenere una saturazione media dei posti letto superiore al 90%. I dati epidemiologici attuali evidenziano due aspetti di peculiare importanza per le scelte di politica sanitaria – spiega il dottor Soccorso Capomolla, direttore medico della struttura -. Il primo elemento è l’incremento dell’aspettativa di vita che è passato a 77 anni per l’uomo e 83 anni per la donna; l’altro elemento è l’incremento di domanda sanitaria: gli eventi coronarici si attestano a 5,7 x 1000/ abitanti, quelli cerebrovascolari a 2,3 x1000. Tali dati impongono la necessità di un ripensamento dell’organizzazione e dell’offerta sanitaria capace di riequilibrare i modelli gestionali, conferendo alla prestazione sanitaria appropriatezza e consentendo il recupero di performance professionali che rendano sostenibile il sistema. L’attività del Polo Riabilitativo di Sant’Angelo si colloca in tale scenario”. I prossimi obiettivi sono l’attivazione dell’area ambulatoriale e del “Sistema Qualità”, fondamentale per conferire alla prestazione riabilitativa il carattere dell’eccellenza. In questa direzione è stato organizzato un team di lavoro con il Centro “S. Maria della Pace” di Roma. Significativo anche l’impegno sul versante formativo: “La direzione ha promosso un percorso ECM articolato in nove eventi e ha supportato il Polo come soggetto integrato in una rete, per partecipare ad una ricerca finalizzata ministeriale e ad un programma strategico del ministero della Salute dedicato allo scompenso cardiaco cronico. Tale progetto strategico vede coinvolte diverse regioni, con capofila la regione Toscana. Inoltre, sono stati autorizzati corsi di aggiornamento che interessano le diverse figure professionali. Il lavoro da compiere è ancora tanto. Credo tuttavia che il lavoro compiuto sia stato coerente con la storia e il prestigio della Fondazione, oltre che rispettoso della mission ereditata mezzo secolo fa dal Venerabile don Gnocchi”.

Le tipologie di pazienti
“Il 32% dei pazienti ricoverati all’Unità Operativa di riabilitazione cardiorespiratoria – aggiunge Capomolla, primario del reparto – sono pazienti affetti da scompenso cardiaco cronico. Il 24% sono pazienti cardiopatici con aumentato rischio cardiovascolare. Il 39% sono pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca con complicanze post-operatorie e comorbilità. Il 5% è affetto da patologie respiratorie. Per quanto riguarda la provenienza, il 46% arriva dai comuni dell’Asl di Ariano Irpino, mentre il 50% dalle altre Asl campane e il resto da fuori regione. Oltre il 90% dei ricoverati nell’Unità di Riabilitazione Intensiva Neurologica – completa il dottor Salvatore Brancaccio, primario del reparto – è rappresentato da pazienti colpiti da ictus cerebrale (prevalentemente di tipo ischemico). È necessario evidenziare come il 40% circa di questi pazienti presenti importanti comorbilità (diabete mellito, ipertensione arteriosa, fibrillazione atriale, ischemia miocardica, insufficienza renale) che possono condizionare l’outcome riabilitativo e che meritano un intervento multidisciplinare. Il 10% è rappresentato da pazienti affetti da sclerosi multipla, in fase di aggravamento, e da pazienti para-tetraparetici, sottoposti ad interventi neurochirurgici per mielopatie a livello cervicale e lombare, secondariamente ad artrosi marcata ed ernie discali. Pochi, invece, i casi di ricovero per traumi della strada e per neoplasie del sistema nervoso centrale. «Nell’Unità di Riabilitazione Intensiva Ortopedica, il 90% circa dei pazienti ha subito un intervento chirurgico a causa di fratture del femore o è stata impiantata loro un’artroprotesi di anca. Il restante 10%, è stato ricoverato in seguito a interventi chirurgici per impianto di artroprotesi di ginocchio, oppure per trattamenti riabilitativi a seguito di fratture o lussazione di spalla”.

La scheda
L’attività 2006/2007
Posti letto:
92 di riabilitazione ortopedica,
neurologica e respiratoria
4 di day hospital
15 per gravi cerebrolesioni
acquisite (GCA)

Pazienti ricoverati:
768 di cui 29 con GCA

Giornate di degenza:
26.075 di cui 2.032 per pazienti con GCA

Personale occupato: 131 dipendenti e 4 collaboratori

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