Ariano – La lunga giornata della solidarietà in attesa dei rifiuti

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Ariano Irpino – La giornata della mobilitazione è iniziata di buon mattino, con i primi manifestanti che si sono dati appuntamento lungo la strada statale 90 nella roccaforte di Cardito. All’inizio erano poche decine, poi il flusso è aumentato ed ha raggiunto quota duemila presenze. Anziani, donne, bambini, mamme con passeggini e tanti amministratori locali, che hanno voluto esprimere la solidarietà ad Ariano Irpino e a tutta la zona, che sta soffrendo per l’emergenza rifiuti. E non solo. La manifestazione prende il via alle ore 10.00: prende la parola Giovanni La Vita, portavoce di tutte le associazioni e protagonista in positivo di tante battaglie a difesa del territorio e dell’ambiente, che spiega le ragioni del no ed invita alla protesta civile; poi gli interventi di Guglielmo Ventre e di Anselmo La Manna per le associazioni. Intervengono i rappresentanti istituzionali, che ribadiscono l’assurdità e la illegittimità del decreto legge e la scellerata gestione dei rifiuti in Campania. Sul palco anche i sindaci e i rappresentanti di numerosi comuni della zona: Savignano Irpino; Greci; Montaguto; Vallata; San Sossio Baronia; Montecalvo Irpino; Monteleone di Puglia. In mezzo alla gente il senatore Carmelo Morra e il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Cosimo Sibilia, che preferiscono comunicare solidarietà alla gente senza intervenire. Tra il pubblico anche don Vitaliano Della Sala e numerosi sacerdoti delle parrocchie locali. I protagonisti accusano, la gente applaude e trova la forza per resistere, lì, sotto al sole e con la temperatura che schizza alle stelle. Qualsiasi sacrificio, purché si riesca a respingere i compattatori, che, intanto, sono in marcia verso Ariano. Si diffonde la notizia secondo la quale fino a quando la manifestazione non sarà finita gli autotreni non passeranno e la gente rimane in strada bloccando il transito agli automezzi, deviati su una strada che corre in mezzo ai palazzi. Ma i camion avanzano e raggiungono la città: nessuno li vede, nessuno sa dove andare per difendere il suo territorio dall’aggressione; poi la notizia che sono giunti nei pressi di Camporeale e la corsa al bivio di Villanova per fare il muro. Autoblindi a pettine sulla strada e decine di poliziotti in assetto antisommossa vigilano, la strada è libera, si attendono i primi compattatori che, invece, non arrivano. Sarebbe rischioso per l’ordine pubblico: arriva Tommaso Sodano, che chiede di trattare, la tensione cala e la celere allenta per qualche minuto il controllo. Arrivano il questore Vittorio Rochira e il tenente colonnello Gianmarco Sottili, dirigente del comando provinciale dei carabinieri, che è accompagnato dal capitano della compagnia Massimo D’Antona, ma non rilasciano dichiarazioni: Sottili fugacemente si augura che finisca tutto bene, senza scontri. Sono le 19.00 e la polizia abbandona la postazione, salutata da un applauso liberatorio. Senza accorgersene sono trascorse dodici ore, la città è stata circondata, ma ha risposto con senso di responsabilità e pazientemente ha sopportato un enorme disagio e l’onta di essere stata considerata la città dei ribelli. Gli automezzi ringhiano a pochi chilometri e potrebbero arrivare nella notte, la gente è stanca, ma non mollerà e continuerà a presidiare il bivio per tutta la notte. Esattamente come nel 2004, sotto il vento, la pioggia e la neve di un inverno che tardava ad andar via.

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