Csm e 10 mesi di consiliatura: i rilievi di Mancino sulla riforma

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Valutazioni critiche su alcuni punti del disegno di legge di riforma dell’ordinamento giudiziario: “Il governo ne terrà conto”, è l’auspicio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano intervenuto in occasione del plenum del Consiglio Superiore della Magistratura per la relazione del vicepresidente Nicola Mancino sui primi dieci mesi di consiliatura. Il Capo dello Stato, dopo l’appello al Parlamento e agli opposti schieramenti per l’approvazione della riforma entro luglio, ha lanciato un monito: “Mi auguro che l’indirizzo espresso nella circolare che rimodula le incompatibilità dei magistrati venga rigorosamente applicato. Una valutazione puntuale delle incompatibilità dei magistrati non può che giovare all’immagine della giustizia imparziale”. Sulle nomine dei magistrati, inoltre, Napolitano ha chiesto che i criteri di valutazione prescindano dalla mera anzianità o da logiche correntizie che travalichino i limiti della normale dialettica ma le scelte siano piuttosto frutto di accertate professionalità e di sperimentate qualità morali e intellettuali dei candidati. Secondo il vice presidente del Csm Nicola Mancino, relatore della seduta, “… l’iniziale applicazione della nuova normativa sul trasferimento d’ufficio (legge sulle guarentigie) ha privato il Csm di strumenti incisivi proprio nelle zone grigie, a cavallo cioè tra poteri amministrativi e disciplinari”. Non solo. Dal decreto sulla riforma dell’ordinamento giudiziario emergerebbe, secondo il vice presidente, un depotenziamento di alcune competenze del Csm, “soprattutto nelle modalità di organizzazione della Scuola superiore della Magistratura che prevede la contemporanea dilatazione del ruolo del ministro della Giustizia, che non trova orientamenti culturali di riscontro in un orizzonte europeo tendente a rafforzare il ruolo dei Consigli di giustizia come funzionali alla difesa dell’autonomia e dell’indipendenza dei magistrati nell’interesse dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge”.

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