Carabinieri in festa – Sottili: “Sempre al fianco delle persone”

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Avellino – I carabinieri questa mattina hanno festeggiato il 193esimo anniversario della fondazione dell’Arma dei carabinieri. Alla manifestazione, che si è svolta nel cortile del comando provinciale di Avellino, hanno partecipato il sindaco Giuseppe Galasso, il prefetto Paolo Orrei, il presidente della Provincia Alberta De Simone, il vescovo Francesco Marino ed altri ancora. Sottili ha ringraziato in modo particolare il prefetto per il messaggio che ha inviato all’Arma e i comandanti degli altri corpi. “Nei quasi due secoli di vita L’Arma ha fuso indissolubilmente i propri destini con quelli di Italia – ha affermato il tenente colonnello Sottili – dalle guerre del risorgimento alla più sanguinosa, la guerra al brigantaggio. Sino alla prima guerra mondiale. Il 5 giugno ricorre proprio l’anniversario della concessione della medaglia d’oro alla bandiera dell’Arma per i fatti della grande guerra. Poi la seconda guerra mondiale con i tanti carabinieri caduti prima sui campi di battaglia e poi nella resistenza, sempre fedeli, come dice il nostro motto, a questa nazione. Da un lato gli interi reparti sacrificatisi in Africa ed in Russia e dall’altro Salvo D’Acquisto, i 3 carabinieri di Fiesole, gli 11 Carabinieri caduti alle Fosse Ardeatine. Sul palco di questa nostra cerimonia brillano per la prima volta insieme, sul petto di due belle signore, le medaglie d’oro al valor militare del tenente Alfredo Sandulli Mercuro e del carabiniere Filippo Bonavitacola di Montella; il primo addetto alla nobile Divisione Acqui, è caduto da eroe a Cefalonia mentre il secondo, dopo l’8 settembre unitosi ai partigiani albanesi, catturato, evaso per tornare a combattere con i partigiani slovacchi, catturato ancora e trascinato davanti al plotone di esecuzione colpiva con un pugno l’ufficiale tedesco che voleva bendarlo. Poi il resto di questi 193 anni è cronaca: la lotta al terrorismo, le operazioni di pace all’estero che in qualche caso sono state insanguinate dal sacrificio dei nostri colleghi, la lotta alla mafia che è sempre insanguinata, anche quando quel sangue sembra invisibile. Ma oltre al ricordo del nostro intenso passato – continua il Comandante – oggi è tempo come per prassi di bilanci, ma ancor più direi di rendiconti. Come una azienda presenta agli azionisti il proprio bilancio noi presentiamo ai cittadini i risultati di un anno di lavoro, affinché possa essere apprezzato il nostro sforzo, quando lo meritiamo e sollecitato un maggiore impegno, ove risultasse non sufficiente ciò che abbiamo fatto. Io non amo i numeri ed in questa sede non voglio ulteriormente annoiare chi ascolta, cosa che già sto facendo abbondantemente, snocciolando tutta una serie di dati, ancorché in questo caso siano forse significativi. Solo otto mesi fa ci eravamo dati tre obiettivi primari. Prima fra tutti il controllo del territorio, un deciso intervento per la legalità diffusa ed un incessante contrasto alla criminalità organizzata e comune. Sul primo punto abbiamo realizzato un piano provinciale di posti di controllo di modo che nella 24 ore sulla principali vie che attraversano l’irpinia ci fossero sempre almeno due posti di blocco in atto. Nelle ore notturne in pochi mesi siamo passati da una media di 12/14 servizi ad una di 24/25. Voglio dire che in ogni momento della notte nella nostra provincia ci sono in strada almeno 24/25 pattuglie, ma non basta. Quasi ogni notte uno dei nostri dieci ufficiali è in servizio esterno per ispezionare, guidare e coordinare l’attività delle pattuglie. Tali servizi ci hanno dato un grande ritorno in termini di prevenzione e repressione. Non passa notte che, specie in alta irpinia, non si sventi un furto alle nostre imprese o ad altri obiettivi. Si consideri che ciò è stato realizzato in un momento in cui, per i noti problemi della vicina Napoli, noi certo non abbiamo avuto alcun aumento di organico ed è quindi il frutto di un particolare sforzo di ufficiali, comandanti di stazione e reparto e dei carabinieri di questa provincia. Ma la presenza sul territorio non è solo strategica è anche di vicinanza alla gente. Sono state introdotte in tutti i centri dell’Irpinia pattuglie a piedi e servizi del carabiniere singolo, un po’ come avviene nelle più grandi città con il carabiniere di quartiere, perché noi siamo convinti che la gente sia stanca di vedersi passare davanti i tutori dell’ordine dentro le loro macchine, quasi isolati dalla realtà che li circonda ed impegnati in un servizio esclusivamente di pronto intervento, un servizio che somiglia troppo ad una tardiva difesa piuttosto che alla prevenzione, al contatto, alla conoscenza. Noi siamo militari e soldati e ci piace attaccare in campo aperto e non ammuffire in trincea. Abbiamo svolto una azione particolarmente incisiva sul lavoro nero, particolarmente ad opera della compagnia di Avellino, convinti come eravamo che i troppi infortuni sul lavoro sono figli del lavoro sommerso e dell’eccessivo ribasso nelle gare di appalto. Con la direzione provinciale scolastica abbiamo concordato una serie di importanti interventi nelle scuole, che hanno raccolto il plauso di insegnanti ed alunni, ma abbiamo anche rivolto la nostra attenzione a quella fascia più emarginata dei giovani, che sfugge ai convegni sulla legalità che noi teniamo nelle scuole, per il semplice motivo che a scuola non và. Abbiamo fatto uno screening completo della evasione scolastica in tutta la provincia denunciando oltre 50 esercenti la potestà che per vari motivi non mandavano i figli a scuola. Ma ci sono anche stati servizi sull’assenteismo, sul controllo dell’inquinamento ed altro. Una particolare attenzione abbiamo voluto prestare alla direzione distrettuale antimafia di Napoli, dedicando gran parte delle nostre energie alle sue inchieste, che sappiamo sentite, ora come non mai dai nostri concittadini e volute dal nostro comandante di Regione il Gen. Franco Mottola. E’ con vero piacere – ha concluso Sottili – che rivolgo un saluto affettuoso ed un ringraziamento al magistrato che nell’ultimo anno ha curato la maggiori indagini di questa provincia, lavorando senza sosta, insieme ai nostri carabinieri del Nucleo Operativo e raggiungendo risultati di altissimo profilo nella lotta alla criminalità mafiosa, risultati che presto saranno arricchiti di ulteriori successi. Durante la cerimonia è stata posata la corona di alloro per i caduti di tutte le guerre. In apertura di rassegna sono sfilati i gonfaloni dei comuni sede di compagnia.

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