Amministrative, De Mita: “Siamo più forti, ma guai ad adagiarsi”

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Avellino – Le amministrative si sono concluse, gli elettori hanno espresso le proprie preferenze ed è tempo per la classe politica di riflettere su quanto emerso dalle urne dei quindici comuni chiamati al voto. Giuseppe De Mita, coordinatore provinciale della Margherita, analizza così questa tornata elettorale: “Il primo dato che emerge, il dato di superficie – esordisce il leader provinciale del Fiorellino – è di natura puramente aritmetica e testimonia quanto la Margherita esce rinforzata da queste elezioni. E’ stato premiato un progetto basato sulla coerenza politica, che ha fatto sì che si verificassero affermazioni importanti in comuni come Atripalda e Solofra, senza dimenticare Flumeri e tutti gli altri centri in cui la Margherita ha fatto registrare ottimi numeri”. C’è dunque soddisfazione in casa De Mita, ma guai ad adagiarsi sugli allori. “Non possiamo fermarci al semplice dato elettorale – continua – la competizione amministrativa appena conclusa merita altre riflessioni”. Ai dati per così dire ‘empirici’ si affiancano infatti, a detta di De Mita, alcuni elementi ‘sotto traccia’, che vanno analizzati e interpretati; messaggi più o meno impliciti che gli elettori, attraverso la loro preferenza, lanciano alla classe dirigente politica irpina. “Anzitutto – spiega il coordinatore provinciale del Fiorellino – bisogna far sì che cambi questa condizione di indifferenza generale misurata dalla affluenza alle urne. Il dato della scarsa affluenza non deve diventare un’abitudine, un dato fisiologico”. Un secondo spunto di riflessione De Mita lo dedica ai partiti di centro: “La rappresentanza del centro non è legata al simbolo o al semplice proclama, ma al modo di fare politica”. Il segno più evidente, il desiderio più forte espresso dai cittadini, però, per De Mita è: “La voglia di cambiamento politico, di una proposta valida e seria con cui costruire insieme un percorso comune. La sollecitazione che io, come rappresentante della classe politica, ho percepito – conclude – è proprio questa; l’elettorato ci ha indicato la strada da seguire, quella di un cambiamento serio fatto di sostanza. Sta ora a noi raccoglierne l’appello”. (di Giuseppe Matarazzo)

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