Atripalda – Arturo Iaione e… “la nostra idea di città”: la riscoperta del cittadino come nuova categoria da proteggere nel quadro di un riformismo moderato; l’autonomia e l’intraprendenza dei governi locali come volano per lo sviluppo economico locale, è questo l’obiettivo che mi sono proposto. Il tutto illustrato questa mattina alla stampa in vista della chiusura della campagna elettorale. Un quadro chiaro della ‘Atripalda futura’ supportato da un programma dettagliato ma… “ritengo che dalle parole bisogna passare ai fatti. Se non si riempiono di contenuti, le proposte rischiano di apparire demagogiche”. E, appunto, dalle parole ai fatti: “Il Comune lancerà un programma che si chiama ‘Idee in Comune’. Singoli cittadini o organizzazioni di quartiere e di volontariato saranno invitate a presentare progetti o semplici idee per il miglioramento della vita di quartiere. I migliori saranno selezionati per la loro effettiva attuazione e finanziati anche con il coinvolgimento di istituzioni private sponsor. Il comune come motore dello sviluppo economico locale. Atripalda e gli atripaldesi hanno già innata una vocazione imprenditoriale. Ma non esiste una cabina di regia. Il Comune secondo le mie ricerche è il soggetto più idoneo a guidare i processi di sviluppo economico locale. Come? Non certo intervenendo sempre e direttamente, bensì trasformandosi in un attore economico, intermediario per le opportunità e alleato delle energie imprenditoriali presenti sul territorio. Il capitale sociale di Atripalda da questo punto di vista va solo incrementato puntando sui giovani e sulle loro idee, soprattutto se indirizzate alla new economy, quelle cioè collegate alle nuove tecnologie, e alla economie territoriali, quelle cioè che valorizzano le caratteristiche intrinseche del territorio. Da questo punto di vista sarà aperto uno sportello unico dedicato alle piccole e micro-aziende. A volte non sono necessari finanziamenti pubblici, basta organizzare la conoscenza e aiutare chi ha una buona idea a trovare i fondi per realizzarla. Anche una piccola città può farcela. Sulla cultura ed i giovani apriremo al teatro sperimentale, quello delle compagnie di giovani che non godono dei favori della nomenclatura ministeriale che amministra i fondi per sostenere questo o quel teatro, lanciamo l’idea di un festival estivo del teatro sperimentale; lo stesso con la musica. La mia generazione è giustamente accusata di non dare spazio ai giovani. Mi propongo come un traghettatore a livello locale verso un nuovo e più moderno modo di amministrare la vita pubblica. Ai giovani saranno destinati luoghi di aggregazione (Scuola S. Pasquale); l’Ici sarà attenuata in maniera intelligente e realistica, verrà azzerata sull’unica casa e modulata sulle condizioni personali. Esempio: giovani coppie, famiglie mono-reddito, anziani con pensione minima, etc. insomma le nuove categorie deboli. Avvieremo un parteneriato pubblico-privato, solo laddove l’interesse, anche e giustamente lucrativo, dell’imprenditore privato sconta un certa parte di profitto a vantaggio del benessere collettivo locale. Infine informatizzeremo al massimo la macchina amministrativa. Anche il corpus normativo vigente in Italia oggi agevola molto le amministrazioni volenterose. Penso non solo al risparmio di carta, di corrispondenza e di tempo se tutti i documenti fossero in formato elettronico certificato. Restituirò alla città l’immagine che merita, intervenendo sull’arredo urbano, sul traffico, la sosta, l’ambiente e soprattutto le periferie. E ancora, il commercio occuperà molto della mia attenzione, favorirne l’immagine e la funzionalità e affiancandone le iniziative delle associazioni già presenti sul territorio. E infine la creazione di una pinacoteca e di un museo (Palazzo Caracciolo) e del parco archeologico dovranno essere motivo di attrazione di un turismo che avrà modo di apprezzare la nostra ospitalità, le nostre strutture del tempo libero e la nostra offerta commerciale”. È questo che vuole la lista “Al Centro per Atripalda”. Questo e nulla più.
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