Strasburgo – “Il voto positivo del Parlamento di Strasburgo sulla direttiva servizi di pagamento rappresenta un concreto passo in avanti nel cammino di armonizzazione dei mercati finanziari europei e quindi anche una tappa fondamentale nell’attuazione della “Strategia di Lisbona”. Si tratta di un risultato importante per i consumatori, per il miglior funzionamento del mercato interno e per la vitalità economica dell’UE. Basti pensare quanto i sistemi di pagamento facilitino l’acquisto di beni e servizi, consentendo ogni anno in Europa la realizzazione di 231 miliardi di operazioni per un valore complessivo di circa 52mila miliardi di euro, per capire che finché i costi di tali servizi rimarranno elevati non si potrà sviluppare appieno la potenzialità del sistema economico”. E’ così che l’onorevole Gianni Pittella -Presidente Delegazione Italiana nel PSE al Parlamento europeo e relatore per il Gruppo PSE della direttiva sui servizi di pagamento- commenta il via libera all’area unica dei pagamenti in Europa. Maggiore concorrenza, quindi, in un mercato dove l’attuale diversità delle normative nazionali comporta un quadro normativo “frammentario e caratterizzato talvolta da sovrapposizioni, che costituiscono un evidente ostacolo all’integrazione dei mercati”. Dall’unificazione di tutti i sistemi di pagamento nel settore dei bonifici, incassi e carte di credito e dalla creazione di un’area unica di pagamenti in euro, prevista dalla direttiva, ci si attende “una notevole riduzione dei costi. Anche per questo il testo che abbiamo votato in Parlamento – continua Pittella – prevede la possibilità per soggetti differenti dalle banche, come compagnie di telefonia mobile, catene di supermercati o società di money remittance, dotati di un capitale iniziale di garanzia, di effettuare servizi di pagamento. Un’innovazione rilevante, quest’ultima, per favorire maggiore concorrenza in tale settore e facilitare così l’abbassamento dei costi e l’accesso a tali servizi per il consumatore finale. Un’operazione da cui ci aspettiamo un notevole giovamento per l’intera economia”. Aumentando, infatti, del 10 per cento la quota di pagamenti elettronici effettuati in Europa, ne scaturirebbe un incremento dei consumi interni fino a mezzo punto percentuale. “Per i nostri consumatori, dal 2009, potrà essere una realtà poter fare la domiciliazione per il pagamento delle utenze italiane presso una banca belga a pari condizioni di un utente belga. Tra l’altro, attualmente, recandosi presso la propria banca per effettuare un bonifico, al momento di domandare il costo dell’operazione o il tempo necessario per vedere i propri soldi trasferiti sul conto del beneficiario si ricevono risposte completamente differenti a seconda che ci si rivolga ad una banca italiana, spagnola, greca o tedesca”. Con l’istituzione dell’area unica di pagamenti in Italia i tempi che dovranno essere garantiti dalle banche ai propri clienti saranno ben differenti, i bonifici effettuati da un consumatore arriveranno al destinatario entro 24 ore, contro gli attuali 4 giorni per i bonifici nazionali e i 9 giorni per quelli transnazionali. “Un cambiamento più che rilevante. Per non parlare del fatto che potrebbe essere realtà anche pagare la propria bolletta del gas alla cassa del supermercato mentre si paga la propria spesa o con il telefonino”. Una piccola rivoluzione dunque nel mercato interno europeo a cui l’industria bancaria si sta preparando da tempo con grossi investimenti, paragonabili addirittura a quelli dell’entrata in vigore dell’euro. “Investimenti che, però, vanno nel verso giusto, cioè quello di lavorare per la riduzione dell’uso del contante e beneficiare pienamente dei potenziali risparmi consentiti dall’automatizzazione che, secondo alcuni dati della Commissione europea, potrebbero essere compresi tra 50 e 100 miliardi di euro all’anno”, conclude Pittella.
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