Avellino – Il fenomeno della decentralizzazione industriale che ha interessato la nostra regione nell’ultimo ventennio ha permesso alle zone storicamente interne, come quelle di Avellino e Benevento, di trasformarsi in poli di attrattiva economica e strategica via via più importanti. Ed il fatto che la nostra provincia si presenti in anticipo rispetto alle altre realtà territoriali della Campania nella redazione di un progetto per lo sviluppo economico è frutto anche di questo trend. Si è discusso di questo e di molto altro in occasione della presentazione dello studio a supporto del nuovo piano regolatore delle aree industriali della provincia di Avellino, tenutasi presso i locali della Camera di Commercio. Un’iniziativa che ha visto la partecipazione e l’intervento di numerose autorità politiche e consulenti tecnici, in una sala gremita di sindaci, amministratori e cittadini a rappresentanza di tutta l’Irpinia. Ad introdurre il dibattito sulla bozza del piano curato dall’Asi è il presidente Pietro Foglia, che ha sottolineato: “Lo strumento urbanistico posto in essere per lo sviluppo economico deve muovere dalle linee guida tracciate da questo studio”. Si è trattato infatti di un’analisi approfondita, messa in piedi col prezioso supporto dell’Università Federico II di Napoli, anche grazie ad osservazioni sul territorio e approfondimenti in loco, piuttosto che di una mera esposizione teorica. “Uno studio preliminare che ha evidenziato l’importanza strategica della nostra provincia, e che deve essere il perno sul quale strutturare uno sviluppo globale e non slegato nei progetti più o meno grandi che verranno a costituirlo”. In quest’ottica Foglia ha posto l’accento sulle risorse territoriali prima (definendo le aree d’intervento, in tutto tredici), e sulle opportunità strategiche dettate dalla collocazione geografica dell’Irpinia. Il cosiddetto ‘corridoio 8’ che, attraverso gli Appennini, collega immaginariamente le comunicazioni tirreniche ed adriatiche, appare come una grande potenzialità della nostra provincia ed un viatico fondamentale per lo sviluppo. La valorizzazione del territorio è stata affrontata anche dall’assessore ai Lavori pubblici della Regione Campania, Enzo De Luca, il quale nel suo intervento, rimarcando il ruolo attivo del territorio di Avellino rispetto alla programmazione economica nel periodo 2007/2013, ha, tuttavia, espresso la necessità di: “Un maggiore coinvolgimento nell’ideazione di progetti che veda le Istituzioni, grandi e piccole, in una veste propulsiva. Lo sviluppo economico è frutto della capacità di inventare e progettare ed il fatto che per i fondi 2000/2006 ci siano state delle ‘rinvenienze’ di circa 1 miliardo di euro testimonia come nel periodo precedente qualcosa sia mancato”. La parte centrale della presentazione è stata dedicata alle relazioni tecniche. I professori Massimo De Falco, Michelangelo Russo, Silvio Di Nocera e Alessandro Dal Piaz, tutti docenti dell’Università Federico II, si sono alternati nell’illustrare le caratteristiche morfologiche, architettoniche e industriali del territorio, al termine dello studio concertato e realizzato in collaborazione con L’Asi. Fra i temi proposti, ruolo centrale ha assunto quello dell’armonizzazione ambientale. Le linee guida del piano regolatore, infatti, ruotano sul concetto di sviluppo non solo economico ma globale, dove gli stabilimenti industriali non siano cattedrali nel deserto ma strutture al centro di aree vive, dove ci sia spazio, ad esempio, per il verde pubblico o i parchi fluviali. Zone nelle quali non ci sia la presenza di soli addetti ai lavori ma anche di comuni cittadini. In tal senso assume rilevanza anche il tema della sicurezza e della legalità, come emerge dalla proposta lanciata da Silvio Sarno, presidente dell’Unione Industriali della provincia di Avellino. “Si può pensare anche ad un sistema di tele-sorveglianza che, oltre a garantire la messa in sicurezza delle aree produttive, può fungere da volano per gli investimenti degli imprenditori del Nord in aree, come quelle meridionali, storicamente soggette a problemi socio-ambientali”. Le conclusioni sono state, infine, affidate all’assessore all’Urbanistica della Giunta regionale, Gabriella Cundari, la quale ha ancora sottolineato il buon esempio proveniente dall’Irpinia, definita ‘terra proficua’, ed al presidente della Provincia di Avellino, Alberta De Simone. “Un serio passo avanti nella progettazione dello sviluppo – ha affermato il numero uno di Palazzo Caracciolo – che premia l’impegno profuso in questi anni nell’allestimento di infrastrutture e che deve trasformare l’Irpinia da zona interna a centro nevralgico delle comunicazioni europee, attraverso una concertazione globale che crei occupazione e sviluppo. La programmazione che seguirà deve avere necessariamente una visione d’insieme ma rispettare le diverse vocazioni industriali delle tredici aree oggetto dell’intervento”. Tutti d’accordo, dunque, sul fatto che i fondi europei messi a disposizione per il periodo 2007/2013 siano un’opportunità da cogliere in pieno per il rilancio economico dell’intera provincia. (di Eddy Tarantino)
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