Anche l’Irpinia alla tre giorni del Volontariato Nazionale a Napoli

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Napoli – La V Conferenza Nazionale del Volontariato tenutasi a Napoli dal 13 al 15 aprile ha visto la partecipazione di 1764 associazioni e 418 enti rappresentati da oltre duemila delegati provenienti da tutta Italia. Forte è stata la partecipazione delle associazioni irpine, con circa 100 delegati iscritti, anche grazie al centro servizi “Irpinia Solidale” che ha molto sensibilizzato le associazioni locali alla partecipazione ed ha messo a disposizione notevoli risorse per agevolare una folta partecipazione. Molto apprezzata, dallo stesso Ministro Ferrero, è stata l’organizzazione del servizio d’ordine, svolto dalle Misericordie Irpine e Napoletane, in collaborazione con le Anpas. Sicuramente l’obiettivo di un forte riconoscimento al ruolo del volontariato nella ricostruzione delle coesioni sociali è stato raggiunto. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un videomessaggio alla Conferenza ha detto che il volontariato colma il divario tra società civile e politica sottolineando la gratuità dell’impegno. Il Presidente del Consiglio Romano Prodi, rivolgendosi alla platea ha ribadito che «Non bastano i meccanismi freddi del mercato, ci vogliono anche i meccanismi caldi. Voi siete la ‘stufa’ di questi meccanismi». Prodi ha anche detto che la legge 266 sul volontariato va cambiata «con un intervento di aggiustamento, piuttosto che una riscrittura completa della legge» . I tre giorni della conferenza si sono svolti in gruppi di lavoro che hanno approfondito i temi legati ai rapporti tra volontariato e istituzioni, il ruolo del volontariato nel terzo settore, la solidarietà internazionale, le risorse e la responsabilità sociale. Centrali, nella tre giorni di Napoli anche il ruolo della Fondazione Sud, che presenta un’opportunità straordinaria per lo sviluppo del volontariato nel mezzogiorno e il ruolo dei Centri di Servizio, quale strumento per la crescita del volontariato nelle singole comunità. Ha parlato di riforme di legge anche il Ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, che ha ventilato una revisione del servizio civile per estenderlo verso ulteriori soggetti di partecipazione «ad esempio agli immigrati regolari integrati nel tessuto sociale». Il ministro Ferrero ha auspicato l’introduzione di permessi dal lavoro retribuiti per i volontari, in nome dell’utilità sociale del loro impegno e fino a un massimo di 150 ore all’anno, sul modello di quanto avveniva negli anni ’70. Ferrero ha anche proposto di istituire una “giornata del volontariato” per far incontrare il mondo del volontariato e il mondo della scuola, un’occasione per agevolare un confronto a «porte aperte» nel quale per esempio le diverse associazioni di volontariato possano entrare nelle scuole superiori per raccontare le loro esperienze.

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