Rapporto ‘Ecomafia 2007’: in Campania un reato ogni 3 ore

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Legambiente presenta “Ecomafia 2007- il caso Campania”, l’annuale rapporto sui crimini ambientali. La Campania fa enplein: maglia nera nell’illegalità ambientale, nel ciclo dei rifiuti e del ciclo del cemento. L’ecomafia, nella nostra regione, viaggia alla media di un reato ogni 3 ore, 8 persone denunciate al giorno, o’ sistema che fattura circa 6 miliardi di euro, una torta spartita da 64 clan. Un territorio massacrato da rifiuti, veleni e cemento .Protagonisti trafficanti, camorristi ma anche massoni, servizi deviati, imprenditori conniventi, colletti bianchi. E dove i politici sono spesso comparse distratte. Non è la sceneggiatura di un film, ma le storie e l’analisi tracciate da Legambiente nel Rapporto Ecomafia 2007 – il caso Campania presentato stamattina presso l’istituto Italiano degli Studi Filosofici di Napoli. Una mattanza ambientale che prosegue sotto gli occhi di tutti, fotografata da Legambiente con numeri inequivocabili. La Campania per il tredicesimo anno consecutivo si conferma leader a livello nazionale per il numero di reati ambientali: nel 2006 sono stati ben 3169 gli illeciti accertati, alla media di otto reati al giorno, uno ogni tre ore; ben 2861 persone denunciate ed arrestate e ben 1362 sequestri effettuati. 0’ sistema di 64 clan che gestisce un portafoglio di circa 6 miliardi di euro tra fatturato legale e illegale. La provincia di Napoli con 1087 infrazioni accertate, 1109 persone tra denunciate e arrestate e 713 sequestri effettuati si conferma leader a livello regionale, seguita da Salerno con 955 infrazioni accertate, 731 persone tra denunciate ed arrestate e 329 sequestri effettuati. A seguire la Provincia di Caserta con 472 infrazioni accertate, 352 persone denunciate e arrestate con 122 sequestri. Tredici anni di commissariamento dove tutti hanno perso. Istituzioni, cittadini, politici ed imprenditori. Oltre 600 miliardi di euro è il giro d’affari annuo, con oltre 10 milioni di tonnellate di veleni sversati negli ultimi due anni, che hanno trasformato la Campania nella discarica occulta dell’industria italiana. Una camorra imprenditrice che è pronta a gestire il rientro dell’ordinarietà prima della politica. Nei prossima anni adeguamento e riorganizzazione del ciclo dei rifiuti muoverà qualcosa come 4,5 miliardi di euro. I colletti bianchi del ‘o’ sistema ‘ in molti casi già inseriti nel sistema legale con società all’estero. E una volta impossessatisi del traffico legale, potranno fare il bello e il cattivo tempo con i rifiuti differenziati o indifferenziati. E sarà sempre più difficile capire cosa entrerà negli impianti e nelle discariche. Grazie all’introduzione del delitto ambientale di organizzazione di traffico illecito di rifiuti (ex art. 53 bis decreto Ronchi oggi art. 260 codice dell’ambiente) dal 2002 in Campania sono state arrestati ben 115 trafficanti, 277 persone denunciate e 77 aziende coinvolte e compromesse anche 7 procure a livello regionale. E che dire della “catena montuosa” sei rifiuti scomparsi. In Italia nella differenza tra la quantità di rifiuti speciali prodotta e quella complessivamente gestita, pari a 26 milioni di tonnellate scompare nel nulla. O meglio quantità di rifiuti certamente prodotti, ma di cui non hanno notizie nè attività di recupero, nè di corretto smaltimento. E una buona parte di questi rifiuti sono smaltiti nella nostra regione. Inghiottita nel nulla e trasformati in oro dalla Rifiuti S.p.a. targata Campania. “Ormai il nostro territorio – ha commentato Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania – è inquinato moralmente dalla camorra e fisicamente dai rifiuti tossici e dove si muore lentamente causa una criminalità imprenditrice che usa tir e camion al posto delle pistole. Dove negli anni sono migliaia le discariche abusive sequestrate ma mai nessuna bonificata. Uno schiaffo, un’arroganza nei confronti di tanti cittadini calpestati nella loro dignità. Una mancata bonifica – conclude il presidente di Legambiente Campania – che vanifica anche l’ottimo lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura”.

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