Rifiuti, Spagnuolo: “Quadro chiaro sulle scelte da compiere”

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Avellino – Ottantasei pagine per contribuire a ‘chiudere il cerchio’ dei rifiuti in Irpinia mettendo al centro un interrogativo e le sue possibili risposte: “Come le parti istituzionali e private possono contribuire concretamente al ciclo integrato all’interno della provincia?”. Sarà il dibattito che il ‘libro bianco’ del Cosmari Avellino 1, un volume realizzato a quattro mani dal presidente Raffaele Spagnuolo e da Raffaella Longo, aprirà giovedì 19 aprile presso la sede dell’Ente camerale in Piazza Duomo alla presenza di relatori di portata nazionale ed internazionale. Un’intera giornata di analisi normativa, spiegazioni tecniche, valutazione di dati ed ipotesi per preparare in tempo ‘i decisori politici’ alle evoluzioni dei prossimi tre mesi, quando la gestione passerà dai due Cosmari alla nuova Autorità Ato provinciale che verrà a costituirsi a seguito della Legge sui rifiuti. Di qui la vera necessità pare essere una: raggiungere l’obiettivo ‘autosufficienza’ in provincia. In tutto il ciclo del rifiuto: raccolta, recupero, smaltimento. E con l’ausilio di tecnologie rispettose della salute dei cittadini, nonché coerentemente alle previsioni del Piano regionale che verrà.
che le difficoltà maggiori nel breve periodo sono legate alla carenza dell’offerta impiantistica”. E’ così che il presidente Spagnuolo presenta l’indagine del Cosmari Av1, che prende le mosse dai modelli e dati qualitativi e quantitativi indicati dal piano regionale. Mentre gli obiettivi sono quelli stabiliti dalla normativa regionale e nazionale. Un impegno a “rivederne la congruità e le diverse possibilità per il completamento del ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani da sottoporre e valutare con tutte le parti in causa”. Lo studio calcola infatti i fabbisogni impiantistici in relazione alle varie percentuali di raccolta differenziata imposti dalla normativa in vigore: “Comunque venga stimato, questo sistema – spiega Spagnuolo –, così come è, è destinato ad andare in crisi”.
L’analisi dell’offerta di impianti provinciali ‘pubblici’ dedicati al recupero delle frazioni provenienti da raccolta differenziata mostra poi una “dotazione insufficiente: mancano impianti per il compostaggio e per il recupero in senso ampio. Mentre l’assenza di impianti a valle di quelli per il trattamento della frazione residua indifferenziata, insieme alla mancanza di discariche, impedisce la chiusura del ciclo”. Lo scopo del convegno promosso dal Cosmari 1, pertanto, è quello di “contribuire all’individuazione di scenari possibili e sostenibili nella misura in cui gli enti preposti -con l’eventuale contributo dei privati- prima individuino i siti idonei per l’insediamento degli impianti (come la Provincia attraverso il Piano di coordinamento)”, continua Spagnuolo. In tal senso, gli scenari proposti sono quattro: il sistema di smaltimento dei rifiuti previsti dal piano in vigore (differenziata 35 per cento); il sistema di gestione che ricalca quello in vigore ridimensionandolo (differenziata maggiore o uguale al 65 per cento); il sistema di gestione con termovalorizzazione senza produzione di Cdr (differenziata maggiore o uguale al 65 per cento); infine, quello a freddo che sostituisce alla termovalorizzazione un trattamento meccanico biologico (differenziata maggiore o uguale al 65 per cento).
“Intendiamo offrire questo contributo – conclude Spagnuolo – perché l’Ato non sia una scatola vuota, altrimenti si ritroverà a fare i conti con l’emergenza, anche se si supererà il Commissariato”. Una ‘ricetta’ che prevede più confluenze: “Potenziamento del compostaggio; attività di Cdr con buona qualità di fos e sovvalli; selezione spinta; discariche piccole e non inquinanti; la restante parte al termovalorizzatore ed eventuale vendita del termovalorizzabile buono”. Non manca l’incastro con il piano energetico regionale e quello provinciale. Mentre sul progetto Asi Spagnuolo si pronuncia possibilista: “Se c’è un’attività imprenditoriale di garanzia, ben venga il termovalorizzatore per il rifiuto industriale”. (di Antonietta Miceli)

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