Caso ‘Imbriani’, D’Amelio: “La competenza è della Provincia”

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Regione – “Il susseguirsi di interventi e commenti non sempre equilibrati sulla vicenda dello sdoppiamento dell’Istituto Magistrale “Imbriani” rende opportuna una mia personale chiarificazione sul ruolo della Regione da me vissuto in prima persona come componente della Giunta regionale e come assessore al Patrimonio”. Così Rosetta D’Amelio interviene sul caso ‘Imbriani’ che da qualche giorno sta suscitando non poche polemiche da parte della popolazione studentesca. “La legislazione vigente fissa in 500 e 900 alunni i limiti minimo e massimo al disotto ed al disopra dei quali il legislatore ha ritenuto che si debba procedere ad accorpamento o sdoppiamento delle istituzioni scolastiche. Tali limiti – chiarisce l’assessore regionale – non sono parametri formali; essi definiscono la dimensione ottimale di una istituzione scolastica oltre i quali non è assicurato quel livello di qualità minimo delle prestazioni che una scuola deve garantire ai suoi alunni”. Poi sullo stato del plesso di contrada Baccanico: “Questa scuola è cresciuta negli anni. Supera oramai i duemila alunni – afferma l’esponente del parlamentino di Palazzo Santa Lucia – da tempo si sarebbe dovuto provvedere al suo sdoppiamento. Prova ne è che quasi la metà degli alunni stessi è allocata in ben quattro sedi periferiche, qualcuna delle quali assolutamente inadeguata. Almeno la metà degli alunni non può usufruire delle strutture di supporto, quali laboratori palestre e servizi amministrativi, se non in modo precario. Da molto tempo, dunque, occorreva provvedere ad una sistemazione più idonea, in sedi accorpate e attrezzate; e questo non è certo compito della Regione… Lo sdoppiamento non risolve i problemi di colpo. Apre però una transizione; impone una programmazione per assicurare alla scuola che nasce nel tempo più breve possibile l’insieme delle strutture che le sono necessarie. Quando e come portare una scuola all’autonomia sono le valutazioni che, per legge, competono in primo luogo all’amministrazione provinciale”. Ed ancora. Per l’assessore al Patrimonio “…è la Provincia che, avendo consultato organismi e soggetti cui la legge fa esplicito riferimento, con il parere favorevole di essi, ha proposto alla Regione lo sdoppiamento dell’Imbriani. La proposta formulata è stata puntuale anche nel definire come dovesse avvenire l’accorpamento degli indirizzi”.

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