Pasqua: sulle tavole irpine il simbolo della tradizione

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Pasqua, il giorno della Risurrezione di Cristo, la festività cristiana più importante dell’anno liturgico che cade nello stesso periodo dell’anno sia per la religione Ebraica che Cristiana. Per i primi, la Pasqua celebra la fuga degli Ebrei dall’Egitto, verso la terra promessa, guidati da Mosè. Per i Cristiani ricorda la passione e la risurrezione di Cristo. Con l’ultima Cena, Gesù spezza il pane e lo divide con gli Apostoli, offrendo così il suo corpo in sacrificio per tutta l’umanità. Questo episodio conferisce al cibo un valore particolare, rispetto alle altre festività. Ecco che allora si donano uova, sia vere che di cioccolato, come simbolo di rinascita e di prosperosa fecondità: infatti, il periodo coincide con l’inizio della primavera. Altri simbolismi che ritroviamo nei dolci Pasquali, sono gli agnelli di marzapane, le colombe e le ciambelle che richiamano la corona di spine posta sul capo di Gesù. Insomma, una festa fatta si simbolismi che variano di regione in regione. La regina della Pasqua irpina resta la “pizza piena”: sfoglia lievitata carica di salame, formaggio e uova. È il simbolo dell’abbondanza e della prosperità. Segue l’agnello, emblema della Pasqua ebraica e cristiana. Per gli ebrei mangiare l’agnello ricorda il sacrificio offerto al Dio d’Israele prima di partire dall’Egitto; per i cristiani significa “l’agnello di Dio”, l’agnello figura di Cristo, vittima innocente e immacolata. Tipica del Venerdì Santo (ma immancabile carta da giocare nelle scampagnate del Lunedì in Albis) è la “pizza con l’erba” che richiama le erbe amare della tradizione ebraica. E ancora. Il “casatiello”: una ciambella rustica ripiena di uova, ricotta, salsiccia e salame. I “taralli” salati, preparati per donarli a conoscenti e amici in segno di augurio. Sul fronte dolci, oltre alle tipiche uova di cioccolato e alla colomba, tiene banco la caratteristica “pastiera” napoletana, dolce a base di grano (ammollato precedentemente e poi cotto in latte e zucchero), ricotta, uova, latte, ed essenza di fiori d’arancia. Si racconta che i sette ingredienti della pastiera fossero offerti da sette fanciulle alla sirena Partenope: la farina ed il grano come i frutti più significativi della terra, le uova a rappresentare la cellula che si rinnova, la ricotta come omaggio dei pastori, l’acqua di arancio e di rose e lo zucchero a simboleggiare i profumi e la dolcezza della primavera.

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