Avellino – Annullato Barra, al Gesualdo c’è “La Morte di carnevale”

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Avellino – “Come si rapina una banca”: annullato lo spettacolo di Beppe Barra. La commedia, programmata al teatro Carlo Gesualdo il 10 e 11 marzo scorsi, era stata rinviata a data da destinarsi, ma i recenti problemi di salute dell’attore hanno costretto lo staff ad annullare definitivamente la tappa irpina. Il quarto appuntamento con la rassegna “Comici” sarà ora con “La Morte di Carnevale” scritto da Raffaele Viviani e che vedrà come protagonisti Patrizio Rispo e Dalia Freudiani. Lo spettacolo si terrà il 24 aprile alle ore 21 e il 25 alle ore 18,30. Un classico della comicità partenopea, per la regia di Salvatore Ceruti, che vede Rispo vestire i panni del protagonista. Al suo fianco un’attrice di talento come Dalia Frediani (ha lavorato con grandi nomi del teatro italiana come Rosalia Maggio, Lando Buzzanca, Sergio Rubini, Massimo Ranieri, Isa Danieli), Gino Cogliandro, dello storico gruppo comico dei “TreTre”, Enzo Romano e Gino Curcione. “La Morte di Carnevale”, degna della più tradizionale commedia napoletana, ricca di ingegni e guizzi esilaranti, diverte ed affascina per il copione, le battute e le varie sit-com che si intrecciano. Merito sicuramente di una sapiente regia, ma anche di un’affiatata compagnia di tredici navigati attori.
La trama
Carnevale (Enzo Romano), è un vecchio usuraio che sta per morire; l’amante (Dalia Frediani) e il nipote (Patrizio Rispo) spiano gli ultimi momenti del vecchio, lo sollecitano con cure ed amorevolezze per via dell’eredità. Tutto il rione partecipa a questa commedia dei tre, direttamente ed indirettamente. Morto il vecchio, l’amante ed il nipote scoprono che non ha lasciato loro nulla: la sostanza accumulata con tante tirchierie è destinata alle opere pie. I due decidono di sposarsi ugualmente: si erano già promessi quando ancora ignoravano la loro sorte. Ma, colpo di scena, giunge un custode del cimitero ad annunciare un caso di morte apparente: il defunto non era morto ed è in attesa di tornarsene a casa! In Viviani è prepotente il senso del teatro, unito ad una facoltà di penetrazione dell’animo umano davvero singolare. I personaggi, i tipi sono disegnati a larghi tratti e, poi, ricavati nelle sfumature con sottile abilità. Il suo segreto di teatrante è una foga irresistibile nel suscitare da ogni movimento scenico, da contrasti melodrammatici o colti sul vivo, da atteggiamenti psicologici o da macchie di colore, un ininterrotto divertimento di sorprese, di emozioni e di fantasia. Ed in “Morte di Carnevale” si passa da momenti divertenti a momenti esilaranti!

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