Bisaccia – “Non si tratta di una discarica abusiva ma di un’area di stoccaggio provvisorio regolarmente autorizzata dal commissario straordinario nel 1995”. La questione della discarica sequestrata a Bisaccia dai Carabinieri è giunta subito ad una svolta. È stato infatti denunciato pro tempore dai Carabinieri del Noe di Salerno e dalla locale Stazione il sindaco di Bisaccia Marcello Arminio. L’impianto di località ‘Forma’, con una estensione di circa 900 metri quadrati, era stato realizzato, secondo quanto è dato sapere, in violazione delle prescrizioni di legge. Non solo. L’area veniva utilizzata senza le dovute autorizzazioni come discarica di rifiuti solidi differenziati per un valore di circa 300mila euro. Ma se all’apparenza il discorso sembra confutare qualsiasi tipo di ‘giustificazione’, l’altra faccia della medaglia ha innegabilmente la sua rilevanza. Secondo il quadro prospettato da Marcello Arminio, infatti, la situazione è ben diversa da quanto finora è emerso e merita il dovuto approfondimento. “L’area in questione – ha spiegato il primo cittadino – non è una discarica ma un terreno che a partire dal ’95 gode delle necessarie autorizzazioni per essere adibito a sito di stoccaggio provvisorio nei frequenti periodi di emergenza”. Tanto per cominciare, dunque, verrebbe in questo modo a cadere l’ipotesi di ‘abusivismo’. Ma le novità non finiscono qui. “Il comune ha inoltrato alla Regione una formale richiesta di bonifica dell’area per ottenere un finanziamento in virtù degli ingenti costi dell’operazione, troppo gravosi per le casse comunali”. Per gli interventi di messa in sicurezza, infatti, si parla di una somma di circa 600mila euro. Costi ingenti che una zona sottoposta a poteri commissariali “non dovrebbe avere l’onere di sostenere”. A maggior ragione per il fatto che il sito di località Forma è stato utilizzato solo fino all’agosto 2006 ed attualmente risulta “inattivo”. Ma Arminio non nasconde ‘la sua verità’ sulla denuncia. “L’accusa è partita da un privato cittadino – ha chiarito – che ha acquistato un immobile nella zona”. “Sono amareggiato non per l’azione dei Noe che hanno semplicemente adempiuto ad un proprio dovere. Ciò che mi indigna è la posizione di chi, provenendo da una zona in cui ‘i rifiuti non costituiscono un problema’ pensa di poter dettare regole morali laddove si vive una condizione emergenziale”. Una invettiva dura ma che fornisce una diversa chiave di lettura ad una situazione solo apparentemente chiara. (di Manuela Di Pietro)
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