Differenziata: il capoluogo si organizza, ecco come

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Avellino – Differenziata nel capoluogo, obiettivo 40 per cento. E’ questa la finalità con cui il nuovo piano di raccolta si accinge a partire in città. Mancano ancora gli ultimi tasselli organizzativi, relativi all’approvvigionamento di cassonetti. Ma intanto il progetto si presenta e il cittadino può già iniziare a prepararsi al nuovo assetto. Anche perché il sistema dei controlli sarà vigile, e per i trasgressori non mancheranno sanzioni una volta che sarà emanata l’ordinanza del sindaco. L’opera di sensibilizzazione, in programma anche e soprattutto nelle scuole, prevede poi di avvalersi dell’aiuto di piccoli ‘collaboratori’: sarà infatti simbolicamente affidato ai bambini il ruolo di ‘controllore’ all’interno del proprio ambito familiare. “Abbiamo raggiunto un ottimo risultato – spiega il primo cittadino Giuseppe Galasso in apertura della conferenza stampa di presentazione del piano – sia dal punto di vista tecnico che economico. Questo connubio di efficacia ed efficienza ci consente di conseguire lo scopo con costi contenuti”. Un risultato che soddisfa pienamente Comune e Cosmari, dunque, grazie al “lavoro di sinergia tra l’amministrazione, il Cosmari Av1 e l’Asa”, sottolinea la fascia tricolore. Che continua: “Mi auguro che tutto possa partire nel più breve tempo possibile”, dato che il dispositivo “ben si incastra nel processo” in auge in provincia per la gestione del ciclo e delle emergenze. “Così la città capoluogo è in grado di offrire il suo contributo con il Cdr e la differenziata”, conclude. Il Presidente Cosmari 1, Raffaele Spagnuolo spiega in seconda battuta i dettagli tecnici della nuova organizzazione e sottolinea anche lui l’importanza della sinergia: “L’Asa ha dato un grande contributo mostrando come con questa nuova realtà di efficienza oggi siamo in grado di dare risposte alle esigenze in maniera puntuale e coerente”. Si passa ai dati: la raccolta differenziata di bacino partiva in città con il 9 per cento. In 21 comuni oggi si attesta attorno al 25-26 per cento, mentre in 11 arriva anche alle soglie dei 52-54 punti percentuali. Dunque il progetto è stato rimodulato per raggiungere il nuovo limite previsto dalla legge del 40 per cento “per non partire già sconfitti”. Ma in pratica, come si farà la raccolta in città? Il sistema porta a porta (ossia la raccolta in prossimità del portone di casa) avverrà all’80 per cento per i rifiuti organici (umido, rifiuti da cucina…) 3 volte a settimana (6 per le utenze commerciali) e sarà affidato ai cassonetti per il 20 per cento nel territorio delle zone rurali. Lo stesso vale per la frazione residua (secco) ma con una frequenza di due giorni a settimana. Una volta ogni sette giorni, invece, per carta (tre per le utenze commerciali) con cassonetti all’80 per cento e porta a porta al 20 nelle zone rurali, plastica (stessa modalità di conferimento), alluminio, vetro. Mentre sei giorni su sette, su richiesta, avverrà per gli ingombranti con modalità di raccolta domiciliare su richiesta, contattando il numero verde 840068477 (si paga il 30 per cento dello scatto). Per l’umido saranno distribuite le biopattumiere e i sacchetti biodegradabili.
Ma come cambierà il look della città? Dove ora ci sono gli eco-box non ci saranno i cassonetti. I contenitori saranno dedicati per ogni tipo di rifiuto. Non saranno però tantissimi, considerate le modalità di raccolta per le diverse tipologie e la rimodulabilità del progetto tra cassonetti e porta a porta, a seconda delle dinamiche che si verranno a creare. “Si tratta di un sistema che ben si innesta anche nel discorso dell’emergenza – sottolinea Spagnuolo – l’umido va al compostaggio e non al cdr; l’indifferenziato al cdr; il resto non ha processo biologico. E poi c’è l’isola ecologica di cui sono stati appaltati i lavori”. Insomma: “Il dispositivo funziona bene anche in un momento di crisi”. Che in città si fa sentire di più perché, come fa osservare Galasso: “Avellino sopporta un livello di spazzatura superiore ai suoi reali abitanti data la presenza di strutture non solo comunali, ma anche provinciali e regionali, la mole del commercio, le scuole. Da questo punto di vista il capoluogo è una città di 80-90mila abitanti. E il costo della raccolta va valutato su questo livello”. La soluzione intende dunque consegnare alla città un risparmio di 1 milione e mezzo di euro, a fronte di circa 6 milioni e 700mila euro di costi in termini di raccolta e spazzamento. Non manca neanche il riferimento alla nuova configurazione dell’assetto provinciale che dovrà prendere forma di qui a due anni, andando verso gli Ato. In tal senso il prossimo 19 aprile ci sarà ad Avellino un convegno con relatori di fama internazionale e lo stesso Bertolaso “per consegnare alla decisione politica un percorso concreto per la risoluzione”. Ma l’ultimo appello non può che riguardare il cittadino, la cui collaborazione è indispensabile per la corretta implementazione del progetto. (di Antonietta Miceli)

Rifiuti organici
Modalità di raccolta: porta a porta (80%), cassonetti (20% zone rurali)
Frequenza: tre giorni a settimana (sei per le utenze commerciali)
Tipologia di rifiuti: avanzi di cucina (anche filtri di tè e fondi di caffè); tovaglioli e fazzoletti di carta; lettiere di animali domestici; scarti di giardino (foglie secche, sfalci d’erba)

Frazione residua
Modalità di raccolta: porta a porta (80%), cassonetti (20% zone rurali)
Frequenza: due giorni a settimana
Tipologia di rifiuti: pannolini e assorbenti igienici, bicchieri di carta e/o plastica, carta assorbente, metallizzata plastificata, carbone e oleata, carta sporca, carta unta, ceramica, giocattoli, penne, chewing-gum, cicche di sigarette, cotone idrofilo, fazzoletti usati, legno verniciato, materiali acrilici (calze di nylon, vestiti), nastro adesivo, pelle, piatti e porcellana, spugne, cosmetici, scarpe vecchie, tetrapak (contenitori cartonati per latte, succhi, passate, vino…) videocassette, fotografie, cd, audiocassette, lampadine e neon.

Carta Modalità di raccolta: cassonetti (80%), porta a porta (20% zone rurali)
Frequenza: un giorno a settimana (tre per le utenze commerciali)
Tipologia di rifiuti: giornali, scatole di cartone ripiegate, carta da fotocopie usata, carta per tabulati usata, libri e quaderni, fogli di carta e cartoncini, imballaggi di carta e cartone.

Plastica
Modalità di raccolta: cassonetti (80%), porta a porta (20% zone rurali)
Frequenza: un giorno a settimana
Tipologia di rifiuti: bottiglie, imballaggi classificati pvc, pet, pp, hdpe, ldpe; flaconi/dispensatori sciroppi, creme, salse, yogurt, ecc..;confezioni rigide per dolciumi e per alimenti in genere, buste, vaschette per alimenti, contenitori per yogurt e per alimenti di animali, coperchi, cassetteper prodotti ortofrutticoli, flaconi per detersivi, film e pellicole, blister; gusci, barre, chips da imballaggio in polistirolo espanso; buste, vasi per vivaisti…

Alluminio
Modalità di raccolta: cassonetti (80%), porta a porta (20% zone rurali)
Frequenza: un giorno a settimana
Tipologia di rifiuti: lattine in alluminio per bibite (con il simbolo AL), scatolette e barattoli in banda stagnata per alimenti conservati (carne, pesce, ecc…), contenitori in metallo (pelati, tonno, fagioli, ecc…), scatolette per alimenti di animali domestici.

Vetro
Modalità di raccolta: cassonetti (80%), porta a porta (20% zone rurali)
Frequenza: un giorno a settimana
Tipologia di rifiuti: bottiglie e bicchieri di vetro, vasetti di vetro e vetri anche se rotti

Rifiuti ingombranti
Modalità di raccolta: cassonetti (80%), porta a porta (20% zone rurali)
Frequenza: sei giorni a settimana su richiesta
Tipologia di rifiuti: poltrone e divani, mobili vecchi, reti per letti e materassi, imballaggi non in cartone, lastre di vetro e specchi, damigiane e grosse taniche, frigoriferi, televisori, computer, stampanti, lavastoviglie e lavatrici, forni elettrici, cucine, videoregistratori, hi-fi, elettrodomestici in genere.

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