Unione degli Studenti di Avellino: il bilancio di due anni

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Avellino – Si è svolto il 22 marzo presso il centro sociale Samantha della Porta il primo congresso provinciale dell’Unione degli Studenti di Avellino. Anche in vista dei prossimi appuntamenti congressuali, quello regionale e quello nazionale, si era infatti riscontrata l’esigenza di fare un’analisi approfondita sul lavoro svolto sul territorio soprattutto negli ultimi due anni. “Le nostre principali rivendicazioni – si legge nella nota – i nostri principali obiettivi da perseguire, per dirla con parole chiave: radicamento dell’organizzazione nelle scuole, lotta per una nuova edilizia scolastica, incentivare il protagonismo studentesco e proporre alternative nuove per la città. Molte sono state le esperienze positive in questi due anni di cortei, manifestazioni, iniziative per i giovani, rivendicazioni e vertenze per i diritti degli studenti. Non sono mancate anche le esperienze negative che però ci hanno saputo far crescere, migliorare e maturare”. Dopo due anni di impegno lasciano il ruolo di coordinatore Francesco Iandolo e quello di responsabile dell’organizzazione Andrea Maioli che passano rispettivamente a Ludovica Aquino e Chiara Fiore. “Ancora un grazie a Tommaso Salvatore che entro l’anno lascerà il coordinamento, e un buon lavoro a chi resterà. Hanno portato un importante contributo al congresso anche chi è intervenuto oltre il numeroso coordinamento dell UdS di Avellino: il coordinatore provinciale dei Giovani Comunisti Francesco Pennella, il segretario generale CGIL AV Ruggiero Cutillo, Irma Caputo e Mariano Di Palma per l’Uds Campania, il coordinatore nazionale dell’Uds Mauro Casola”.

Stralci del documento politico: edilizia scolastica

“Ci piacerebbe iniziare a parlare una buona volta di edilizia scolastica, in quanto tale, “applicata” all’autonomia e alla creatività studentesca, ma non possiamo prima non ripetere dati che dovrebbero far rabbrividire tutti, nessuno escluso, sulla pericolosità delle nostre “scuole”, se così possiamo chiamarle. Da un’indagine condotta nel 2006 da UdS, Miur, cittadinanzattiva e legambiente risulta che ogni giorno vanno a scuola circa 10 milioni di persone,costrette a studiare in strutture vecchie(oltre il 50% costruite prima del 1965)e pericolanti (4 scuole su 10). In più dobbiamo sottolineare che il 57% degli edifici manca di certificazione di agibilità statica volendo tralasciare così la presenza di barriere architettoniche e l’assenza di scale e porte d’emergenza. Ma i dati che dovrebbero farci preoccupare sono piuttosto gli investimenti dei vari Governi per la risoluzione di questo grave problema. Dal 1976 al 1996 sono stati stanziati 5500miliardi, somma non ripresentata negli anni seguenti malgrado la situazione fosse peggiorata e nonostante fosse stata maggiore importanza e centralità agli studenti. È proprio dal 1996 che con stanziamenti pluriennali si erano stabiliti importanti paletti per il raggiungimento di una perfetta edilizia al termine di ogni stanziamento, così i termini dal ’98 sono stati prorogati al 2002, successivamente al 2004, e poi ancora al 2006,termini stessi che poi l’ultimo governo ha provveduto a prorogare fino al 2009 data di scadenza del finanziamento di quest’anno. Se pensiamo che durante il governo Berlusconi il fondo speciale edilizia scolastica era stato sostituito con il fondo Grandi opere, i 250 milioni di euro stanziati per i prossimi tre anni potrebbero sembrare un’ottima somma per sistemare tutto. Ma per avere accesso a questi soldi regioni ed enti locali dovranno coprire i 2/3 del finanziamento ciò significherà che, come sempre, saranno favorite le regioni più ricche al contrario di molte altre regioni “povere” che continueranno a mettere pezze sulle proprie scuole. Il dato preoccupante è il concentrarsi di ogni problematica strutturale qui nella nostra regione Campania. Sempre più spesso siamo spettatori di fatiscenze,crolli, lavori arrangiati al peggio. La cosa che più ci scoraggia, ma che allo stesso tempo scuote la nostra coscienza critica, è la poca serietà con cui si affronta la situazione scolastica. Il problema edilizia non è mai stato affrontato e non si affronta tuttora come si dovrebbe. Vivere in una scuola sicura, che ci offri servizi quali la palestra, aule dignitose, servizi base è un nostro diritto. Le istituzioni devono capire che il “contentino” noi studenti non lo vogliamo più, che le riparazioni fatte alla peggio non ci bastano. noi esigiamo il protagonismo che meritiamo. Nella nostra regione esistono sempre esempi lampanti della decadenza strutturale. Ad Avellino dove a seguito dell’evacuazione dell’Itis Dorso per rischi seri alle strutture portanti (una scuola post terremoto ’80 mai nemmeno intonacata all’esterno) c’è stata una grande mobilitazione di massa alla quale le istituzioni non hanno potuto non rispondere. I 1200 studenti rimasti “a casa” per oltre 2 mesi hanno pesato come un macigno sull’amministrazione provinciale che ha provveduto così a tirar su a ottobre, poi, due. Questo pero’ non distoglie l’attenzione dalle altri scuole bisognose di un’unica sede, di palestre,di scale di sicurezza.Dobbiamo batterci per rivendicare non le comodità, ma i diritti basilari di cui siamo stati privati. Qui si tratta di poche o addirittura inesistenti norme di sicurezza in luoghi in cui passiamo la maggior parte del nostro tempo. Per la crescita sana e costruttiva del nostro Paese abbiamo bisogno di valorizzare le menti giovanili, per fare questo dobbiamo consentire loro di vivere adeguatamente le proprie ore scolastiche. Dobbiamo rivendicare anzitutto i fondi necessari per garantire agli studenti un’ospitalità delle strutture, finalizzata anche alla possibilità di applicazione pratica, quali palestre e laboratori. Dobbiamo rivendicare anzitutto i fondi necessari per garantire agli studenti un’ospitalità delle strutture, finalizzata anche alla possibilità di applicazione pratica, quali palestre e laboratori. Gli studenti hanno bisogno di luoghi capaci di ospitare l’intera cifra di quel dato istituto durante l’Assemblea. Come possiamo sperare in un coinvolgimento generale quando mancano i mezzi di base? I nostri ragazzi devono avere il diritto di vivere dignitosamente, e di alloggiare in sedi a norme di SICUREZZA. Le istituzioni non possono più far finta di non vedere. Ci auguriamo di dare la possibilità ai ragazzi di costruire una coscienza in grado di vivere e creare ambienti sicuri, di valorizzare il proprio territorio. Ci auguriamo di ottenere figure che spieghino e garantiscano ai ragazzi la sicurezza nelle scuole. La disponibilità di laboratori, aule soddisfacenti, aule autogestite. Ci auguriamo che gli studenti abbiano un’opportunità di crescita e di soddisfacimento personale, auguriamo che abbiano tutto ciò che meritano per acquisire competenze nuove, in modo da trovare un lavoro gratificante dignitoso e sicuro. Noi ce lo auguriamo e continueremo a batterci per ottenerlo”

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