Air – Boniciolli: “Abbiamo bisogno di un’impresa”

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Avellino – In vista della gara di domani sera contro Napoli, Boniciolli sta preparando al meglio i suoi, senza lasciare nulla al caso. Lavoro a ranghi ridotti per i giganti del parquet. Dorkofikis influenzato e Jamison alle prese con un forte mal di schiena, che gli ha fatto saltare l’allenamento del mercoledì, mentre ieri ha lavorato a parte. Il coach triestino si è fatto sentire soprattutto in difesa, spiegando ai suoi uomini cosa dovranno fare per frenare il gioco offensivo napoletano. Obiettivo numero uno è bloccare i giochi a due avversari, situazioni di ‘pick and roll’ innanzitutto. Da questo contesto si sviluppa il gioco napoletano. Sia Ellis che Spinelli sono abili nei giochi a due, anche se le caratteristiche dei due giocatori sono diverse. Con tutta probabilità quando questo movimento vede coinvolto Ellis con Cittadini o con Rocca, in difesa Avellino attuerà la situazione classica di ‘show’ con aiuto e recupero, per evitare il tiro dalla lunga distanza, facendo attenzioni alle rotazioni difensive. Quando le azioni interessano Spinelli a portar palla, la difesa si adeguerà in modo differente. Il difensore del bloccante (Jamison, Dorkofikis) rimarrà in area perché il play natio di Pozzuoli è solito sfruttare il blocco per andare in penetrazione e cercare gli scarichi per il lungo che ‘rolla’ e va dentro o per gli esterni che si fanno trovare appostati sul perimetro. La maggior parte dei punti della squadra partenopea arrivano da queste situazioni. Nella giornata del derby Matteo Boniciolli proverà a festeggiare nel migliore dei modi le sue 200 (103 vittorie per lui) presenze in massima serie. Con il coach triestino proviamo a fare il punto della situazione per ciò che riguarda la gara di sabato sera.
Possiamo considerare il derby il match della svolta?
“No. Sono abituato a dare ad ogni gara la sua reale importanza. Nella nostra situazione, con Jamison infortunato, Dorkofikis che in questa settimana non si è proprio visto e con Rossetti che ieri è uscito dolorante e Strong alle prese con l’otite, per vincere servirà un’impresa. Una grande mano negli allenamenti ce l’ha data Paolisso, che è davvero un grande patrimonio di questa società. In passato mi è capitato di vincere in situazioni del genere, ma le insidie sono tante”.
La gara di andata fu una delle migliori prestazioni in trasferta della Scandone, pur priva di Curry e Capel.
“Concordo, fu un’ottima gara. La fotografia della nostra stagione. Giocata con vigore e cattiveria, ma alla fine è stata persa per episodi. Dobbiamo evitare sbandamenti come è accaduto nel secondo tempo di domenica scorsa. Se a fine stagione dovesse arrivare la salvezza, dovremmo considerarla una vera impresa ”.
Contro Napoli sarà importante migliorare le percentuali nel tiro da fuori in attacco, mentre in difesa bisognerà bloccare i pick and roll e le collaborazioni offensive. È questa la chiave dell’incontro?
“In settimana abbiamo lavorato tanto su queste situazione tattiche, su come reagire ai loro attacchi, non avendo però a disposizione Dorkofikis e Jamison e allenandoci con Maioli e Paolisso. Vorrà dire che ai nostri due lunghi titolari lo spiegheremo in altro modo. Dovremmo frenare i giochi a due tra Spinelli e quel gran giocatore che è Mason Rocca. Da un punto di vista tattico siamo preparati. Vorrei far notare come Napoli sia passata da squadra offensiva a difensiva”.
Contro Varese abbiamo sofferto a rimbalzo, contro Napoli potrebbe accadere lo stesso?
“La gara avrà un forte impatto fisico. Anche in questo caso siamo stati costretti a fare delle scelte. Abbiamo lasciato a malincuore Bryan, l’unico giocatore verticale della squadra, trattenendo Dorkofikis che ha maggiore conoscenza del gioco. Non è un caso che alla prima gara senza il domenicano abbiamo perso nettamente la lotta a rimbalzo. Quando giochiamo con Radulovic e Dorkofikis siamo meno fisici”.
Un invito ai tifosi a gremire le gradinate del Del Mauro, anziché rimanere a casa davanti la tv?
“Sarei contento se i tifosi, con la loro passionalità, facessero il tifo per la propria squadra e non contro gli avversari. Sarebbe bello vedere tante famiglie al palazzo. Rappresenterebbe una sconfitta se qualcuno non venisse per paura che accadesse qualcosa di spiacevole, come avvenne all’andata. Bisogna dare l’esempio”. (di Giovanni La Rosa)

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