Provincia di Avellino – La violenza subita dalle donne, fisica, sessuale o psicologica assume sempre più la parvenza di un dramma quotidiano. E’ quanto emerge dall’ultima indagine Istat, che ha rilevato che sono 6 milioni e 743mila le donne vittime di violenza fisica o sessuale (il 31,9 per cento), 5 milioni le violenze sessuali (23,7 per cento), 3 milioni e 961mila quelle fisiche (18,8 per cento). Ben 6 milioni e 92mila invece le donne che hanno subito solo violenza psicologica dal partner attuale (il 36,9 per cento delle donne che vivono al momento in coppia).
Un consuntivo che ‘preoccupa’ addetti ai lavori ed istituzioni che intendono scendere in campo in maniera sempre più efficace. Ma con una consapevolezza preliminare: per combattere la violenza sessuale e domestica bisogna sicuramente cambiare la cultura che la giustifica e per contrastarla ci vuole un impegno costante e stabile, un progetto politico ampio, un piano di azione locale e nazionale. “C’è bisogno – si legge nella nota della Provincia di Avellino, a firma della Consigliera di Parità, Mimma Lomazzo – di un impegno serio anche da parte della Regione e degli enti locali periferici. Fare un piano di azione significa provvedere adeguate risorse al tema della violenza, all’accoglienza delle donne, e vuol dire soprattutto preparare insieme alle donne che hanno esperienza e sapere, azioni a lungo termine, programmi di prevenzione, sensibilizzazione e formazione”. A tal proposito, la presidente della Provincia di Avellino On. Alberta De Simone, la consigliera di parità della Provincia di Avellino, Domenica Marianna Lomazzo e le rappresentanti delle associazioni di genere Giovanna De Blasio, Donne Europee Federcasalinghe, Rosarie Guerriero, Filo D’Arianna, Liliana Pelosi, Fidapa, Emma Pisano, Ande, Rosanna Repole, Acli, Franca Troisi, Centrodonna, Elisa Valente, Soroptmist intendono proporre con forza il tema della violenza nella provincia di Avellino con l’obiettivo di realizzare azioni sinergiche e concrete con le istituzioni. Prevedere un centro antiviolenza, aperto a tutte le donne che subiscono violenza sia fisica che psicologica. Il centro antiviolenza deve avere nell’organico un congruo numero di operatrici ,una congrua presenza di avvocate e psicologhe dotate di apposita formazione. E deve avere gli obiettivi di: incentivare ed avviare servizi contro la violenza su tutto il territorio provinciale; avviare reti pluridisciplinari a livello provinciale; mettere appunto protocolli di rete e di procedura che favoriscano l’accesso ai servizi alle delle donne che subiscono qualsiasi tipo di violenza. Perché: “E’ necessario – continua Lomazzo – risvegliare le coscienze civili di donne e uomini affinché vengano poste in essere azioni forti e concrete al fine di tutelare e difendere la libertà personale,sessuale ,e psicologica delle donne, che non trova ancora nella società, ma neppure nella famiglia, un luogo sicuro che le riconosca e le accetti per quello che vogliono essere: persone”.
Tornando ai dati: negli ultimi 12 mesi, il numero delle donne vittime di violenza raggiunge la cifra di 1 milione e 150mila (il 5,4 per cento). Il 3,5 per cento ha subito violenza sessuale, il 2,7 per cento fisica. La violenza domestica ha colpito il 2,4 per cento delle donne, quella al di fuori delle mura domestiche il 3,4 per cento. Il sommerso è elevatissimo e raggiunge circa il 96 per cento delle violenze da un non partner e il 93 per cento di quelle da partner. Anche gli stupri che non sono denunciati raggiungono il 91,6 per cento del numero complessivo. Ed è inoltre consistente la quota di donne che non parla con nessuno delle violenze subite (33,9 per cento per quelle subite dal partner e 24 per cento per quelle da non partner). Per l’Istat, un terzo delle vittime subisce sia violenza fisica che sessuale, anche più volte (67,1 per cento dal partner contro il 52,9 per cento dal non partner). Tra la violenza sessuale, la più diffusa è la molestia fisica, ossia essere stata toccata sessualmente contro la propria volontà (79,5 per cento), l’aver avuto rapporti sessuali non desiderati accettati per paura (19 per cento), il tentato stupro (14 per cento), lo stupro (9,6 per cento) e i rapporti sessuali degradanti ed umilianti (6,1 per cento). La violenza psicologica è stata subita da 7 milioni e 134mila donne (6 milioni e 92mila solo psicologica), il 43,2 per cento con partner attuale. Di queste 3 milioni e 477mila l’hanno subita spesso o sempre (21,1 per cento). 1milione e 42mila donne hanno subito sia violenza psicologica che fisica o sessuale, il 90,5 per cento delle vittime di violenza fisica o sessuale. In Italia esistono una serie di leggi che tutelano la donna che subisce violenza familiare (L. 154/2001), violenza sessuale (L. 66/1996) e molestie nei luoghi di lavoro (D. Lgs. 145/2005) che debbono sicuramente essere migliorate e soprattutto bisogna farle conoscere in maniera più capillare.
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