Avellino – C’è anche l’Anthemis tra i prodotti tipici irpini in vetrina a Sanremo, al centro della degustazione, aperta al pubblico, che inizierà domani. Uno stand tutto irpino presso il Palarai, sede della sala stampa del Festival, a pochi metri dal teatro Ariston, dove si sta svolgendo la più importante gara della Canzone Italiana, per promuovere i prodotti di punta della provincia di Avellino. L’iniziativa promossa dall’Associazione Sol Maggiore, in collaborazione con la Provincia e le Comunità Montane Serinese-Solofrana e Terminio-Cervialto ha lo scopo di promuovere turisticamente l’Irpinia. Una finalità che viaggia congiuntamente alla politica di promozione del territorio messa in atto dal Comune di Mercogliano, che proprio recentemente ha compiuto una serie di azioni di marketing territoriali forti e incisive. E’ di pochi giorni fa, infatti, la presentazione alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano di tre pacchetti turistici con il logo Fiavet, che ruotano intorno alle bellezze storiche, monumentali e artistiche della cittadina alle falde del Partenio. E sempre in occasione dell’evento fieristico lombardo, si è svolta una conferenza stampa per la presentazione della tappa del Giro d’Italia a Montevergine (unica tappa nel Sud) del 16 maggio. A termine di entrambe le conferenze c’è stato un momento di degustazione dei liquori prodotti dai padri benedettini di Montevergine e del torrone di Ospedaletto d’Alpinolo della ditta DG3. Le origini dell’Anthemis sono avvolte da un’affascinante mistero. Secondo un’antica leggenda, infatti, una goccia di smeraldo, infatti, sgorgava da una delle colonne del Tempio di Cibale, proprio lì dove intorno al 1100 sorse l’Abazia di Montevergine. Accadeva che un giovane pastore irpino raccogliesse queste gocce per portarle a coloro che erano tristi e sfiduciati. Negli anni a seguire i monaci dell’Ordine di S. Benedetto notarono che lo stillare era opera di alcune erbe cresciute al sommo della colonna. Studiata la loro composizione riuscirono a riprodurre la leggendaria goccia di smeraldo e la chiamarono “Anthemis”. E’ grazie a queste piante profumate e curative e alla sapiente manipolazione degli zuccheri che i monaci benedettini danno vita ai liquori della tradizione. Accanto all’Anthemis (liquore dal gusto forte e delicato) altri sei liquori verginiani: Partenio, Romito, Verginiano, Brandy, Anisetta, Amaro Benedettino. L’Anthemis trova collocazione sull’ampio tavolo, all’interno dello spazio dedicato all’Irpinia, per la degustazione dei prodotti tipici Irpini più rinomati: vini, formaggi, olio, pane e torroni.
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