Casalbore – Dimissioni Fabiano e Corso: il ‘rammarico’ di Salvatore

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Casalbore – Dimissioni degli assessori Fabiano e Corso: il sindaco Eugenio Salvatore non resta in silenzio e non nasconde l’amarezza per un ‘faccia a faccia’ negato dagli ex esponenti dell’esecutivo. Senza nessuna remora, inoltre, evidenzia come ‘sia stato colpito’ da un atto che considera “di tradimento”. “Prima – chiarisce in una nota – per il fatto che tutto è stato compiuto in mia assenza e poi perché meno di un settimana fa, lo stesso Fabiano dichiarava apertamente l’intenzione di continuare a svolgere il suo incarico amministrativo perché riteneva più importanti gli impegni assunti con la cittadinanza che qualsiasi freddezza di rapporti esistente”. Rammarico dunque ma nessuna sorpresa: “Non sono meravigliato dalle dimissioni dell’assessore Corso, che non è la prima volta che scappa nel momento del bisogno e della solidarietà. Sono invece colpito sul piano umano dall’atteggiamento di Fabiano e dal suo repentino e frettoloso volta-faccia. Entrambi non sono stati costretti a candidarsi, quindi erano consapevoli delle circostanze. Hanno successivamente condotto una campagna elettorale senza manifestare pubblicamente dei dissensi, hanno accettato l’incarico in Giunta senza eccezioni, abusando della mia fiducia e di quella degli altri consiglieri per nove lunghi mesi. Oggi, il loro atteggiamento, se è riferito alle vicende iniziali, è giunto in forte e grave ritardo. Se è riferito a qualcosa che è nel frattempo sopravvenuto, avevano il dovere morale di discuterne prima con il gruppo. Ma hanno pensato forse di salvare solo la propria anima, lasciando agli altri le responsabilità. Siamo di fronte ad atteggiamenti egoistici che danno una ingiusta immagine esterna del nostro paese, che si è sempre distinto per fatti positivi e che in molte occasioni è stato invidiato dagli altri Comuni per i risultati e le iniziative intraprese. L’abbandono non fa onore ad un elettorato che ci ha nel tempo dato sempre maggiore fiducia, arrivando a far emergere il nostro Comune anche con una importante rappresentanza sovracomunale, mostrando grande senso civico, al di là degli steccati politici”. E nel chiarimento non può mancare il riferimento al terzo mandato: “Non sono attaccato alla poltrona. Nessuno può assumere un ruolo se gli altri non glielo riconoscono prima. Ho sempre difeso l’unità della squadra, ma nel rispetto democratico delle indicazioni della maggioranza. Perciò, alla luce dei fatti, mi sottoporrò nuovamente alla volontà del Consiglio Comunale. Se riceverò dai 10 consiglieri in carica la fiducia unanime, sono pronto ad andare fino in fondo, per non tradire il consenso accordatoci dall’elettorato, qualunque cosa succeda, con responsabilità e senso del dovere”.

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