S. Angelo d.L. – I ‘giochi’ di Petito e i ‘paletti’ della Repole

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Sant’Angelo dei Lombardi – Una lettera di Petito ai consiglieri comunali non ancora dimissionari per sollecitare ad ‘evitare il peggio’ per ‘il bene del paese’ è al centro delle discussioni delle ultime ore. Una nota per la verità studiata a tavolino, a detta dei più, per evitare un commissariamento lungo al Comune di Sant’Angelo dei Lombardi. Nello specifico si tratta di interpretazioni che riguardano lo scioglimento del Consiglio: 11 consiglieri dimissionari entro la data del 24/2 consentirebbero l’arrivo del commissario ma con elezioni nel prossimo giugno. Almeno queste sono le voci della piazza, invece occorrono 14 dimissioni secondo la Giurisprudenza del caso! Allo stato sono 10 i dimissionari e restano in carica, (Repole, Sicuranza e la moglie Tina Gargano candidata nella ‘lista civetta’, Del Goleto, Castellano e Cona) per una gestione commissariale più leggera. Nel caso che nessuno dei “superstiti” rassegnasse le proprie dimissioni entro le 24.00 di sabato 24 febbraio il Comune di Sant’Angelo dei Lombardi si troverebbe a fare i conti con una gestione commissariale lunga – oltre un anno – e la sollecitazione di Petito intesa a suo dire “a non arrecare danno al paese” permetterebbe anche di recuperare progetti e fonti di finanziamento. “La mia decisione – è uno stralcio della missiva indirizzata ai consiglieri – è stata maturata non senza sofferenza e non senza un confronto franco e leale con più di qualcuno di voi. Una decisione che ha visto al centro non i miei interessi ma quelli della comunità di Sant’Angelo dei Lombardi alla quale ognuno di noi deve profondo rispetto. Ora quello che si apre davanti a tutti, cittadini e classe dirigente, è uno scenario per niente incoraggiante. Allo stato delle cose, le norme attualmente in vigore non consentono di chiamare gli elettori alle urne per la prossima primavera, con la conseguente presenza di un commissario straordinario per quasi un anno e mezzo, vale a dire fino alla tarda primavera del 2008. Cosa significhi questo lungo commissariamento per la nostra comunità lo affido alla tua esperienza di amministratore e alla tua sensibilità di cittadino particolarmente attaccato al suo paese. Nessuna ragione, nessun interesse politico O personale potesse giustificare un comportamento che non fosse finalizzato a facilitare il più rapido ritorno alle urne. Pochi mesi di commissariamento anzi poche settimane sono più facilmente accettabili; cosa diversa è una gestione straordinaria per 16/16 mesi, e questo mentre sono in essere nuove ed importanti opportunità comunitarie che certamente non potrebbero essere seguite con la stessa, passione e interesse con cui le seguirebbe un esecutivo legittimato dal voto popolare”. Poi le ragioni: “Ti prego calorosamente di riconsiderare le ragioni che finora ti hanno impedito o sconsigliato di presentare le tue dimissioni dalla carica dì consigliere comunale. È un invito che ti rivolgo in nome dell’affetto che portiamo al nostro paese e, se me lo consenti, in nome della comune passione per la politica e per la gestione responsabile della cosa pubblica. Se arrivassero subito, le tue dimissioni potrebbero mettere il Prefetto di Avellino di fronte alla comune volontà del Consiglio comunale di Sant’Angelo dei Lombardi di voler andare allo scioglimento senza attendere lo scadere dei venti giorni che la legge assegna per eventuali ripensamenti del sindaco. Quella data, il 5 marzo, lascia in piedi una sola opzione: le elezioni nel 2008 e il commissario per oltre un anno. E questo non è certamente auspicabile”. Rispetto alla posizione ‘garantista’ del dimissionario sindaco arriva chiara ed immediata la risposta di Rosanna Repole che, in coerenza con una linea politica adottata da tempo, pone ‘paletti’ alla richiesta di Petito. “Posso solo dire – recita la nota – che alla richiesta delle mie dimissioni da consigliere comunale per evitare un lungo periodo di ‘commissariamento’, non avendo certezza e sicurezza dei tempi e delle modalità di scioglimento del Consiglio mi assumo la responsabilità politica che mi riguarda proponendo una strada che in altre condizioni avevo già indicato al sindaco: chiamare a raccolta tutte le forze politiche presenti a Sant’Angelo; stabilire che si andrà al voto nella primavera del 2008; indicare tre o quattro priorità su cui convergere; individuare un comitato di saggi, garanti del percorso e rappresentativi di tutti; ritirare le dimissioni e nominare un giunta esterna in cui ci sia la rappresentanza di tutte le forze politiche. Per parte mia, come sempre, parteciperò ai consigli comunali dopo aver affidato nelle mani del comitato dei saggi le mie dimissioni da consigliere datate 31 dicembre 2007. Questo, per rispetto alla nostra comunità a cui ho dedicato più di 25 anni lavorando nell’interesse generale, anche sbagliando, ma sempre in buona fede”.

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