Air: Finalmente si respira, ma la strada è ancora lunga

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“La cosa più importante era aggiudicarsi i due punti contro una diretta concorrente. – dichiara coach BoniciolliInoltre siamo anche riusciti a ribaltare la differenza canestri, cosa da non sottovalutare”. I biancoverdi cominciano nel migliore dei modi il girone di ritorno, con due vittorie consecutive. Affermazioni che si sperava potessero arrivare nella prima parte del torneo, ma che per i noti motivi, ad ottobre, non ci sono state. I nuovi innesti hanno fatto la differenza. “E’ evidente che Zimmerman, Radulovic e Petrov sono un valore aggiunto e contro Livorno domenica sera il nuovo arrivato ci ha dato una grande mano su entrambi i lati del campo”. L’allenatore triestino elogia il gruppo e si coccola i suoi talenti, ma ci sono anche delle cose che non sono andate per il verso giusto. Oltre all’incapacità di non saper chiudere le partite in tempo, dovuto forse alla paura di vincere, c’è la mancanza di lucidità che in alcuni momenti fa entrare nel panico la squadra irpina: “Davvero eccessive le 27 palle perse. Sono forse un record negativo e costituiscono il nostro tallone d’Achille”. C’è da dire che nello scontro con i labronici, gli errori sono stati causati anche dall’aggressività difensiva della squadra di Dell’Agnello, che nel finale e per tutto il secondo tempo ha pressato i portatori di palla avellinesi. Ma anche la lotta a rimbalzo ha manifestato pesanti lacune. Nel primo tempo con la difesa schierata a zona 2-3 i biancoverdi hanno concesso troppi secondi tiri agli avversari, addirittura nel terzo quarto gli amaranto in una circostanza hanno preso tre rimbalzi di fila. Dal canto suo Sandro Dell’Agnello applaude i suoi uomini, ma si lamenta per i troppi errori al tiro. Dalla lunga distanza i toscani hanno messo a segno 2 soli tentativi, concludendo con appena il 12.5%. Avellino invece è stata di gran lunga più precisa. Il 44% da tre, il 60% da due. Poco lucidi ai liberi gli atleti biancoverdi, troppi errori, 20/31 alla fine della gara. La Scandone prosegue la sua corsa verso la salvezza, allontana Livorno e rimane a stretto contatto con Reggio Emilia. I biancorossi, che hanno asfaltato Scafati, si sono notevolmente rinforzati. Ora sembrano pronti a scalare la classifica, con il ritorno del miglior Minard e l’attesa per Boscagin. In netta discesa sembrano essere Teramo, alla quale il cambio di allenatore non ha assolutamente giovato e Capo d’Orlando. I siciliani sono reduci da tre sconfitte consecutive. Le voci di mercato ed il buon girone d’andata hanno probabilmente appagato la compagine del presidente Sidoni. La sconfitta contro Avellino è suonata come un campanello d’allarme, confermato dalla battuta di arresto di Bologna. Scafati, così come Udine non sembra aver troppi problemi e di sicuro raggiungerà una salvezza tranquilla. Biella, perso Dean, potrebbe essere coinvolta direttamente nel discorso. Peccato che la gara disputata in Piemonte sia stata persa in malo modo dagli atleti irpini. Sorprende invece Cantù. La squadra di Sacripanti non è apparsa inarrestabile, ha qualche buona individualità, ma nulla di più.(di Giovanni La Rosa)

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