Udeur,Musto nuovo segretario.Mastella:”Non contrabbandiamo proposte”

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Avellino – L’Udeur elegge il suo nuovo segretario provinciale. Nino Musto, ex sindaco di Pietradefusi, raccoglie così il testimone lasciato da Pasquale Giuditta. Le polemiche dell’ultimora sembrano, dunque, aver ceduto il passo all’idea di un progetto politico condiviso e al ‘senso di responsabilità e appartenenza’. “Una felice eccezione (quella del Campanile) –come l’ha definita Vincenzo Sbrescia– nel traballante panorama politico irpino, collocato a metà del guado, sospeso tra passato e futuro”. Stessa ‘sorte’ toccata al Comune capoluogo “condottiero senza meta delle dinamiche socio-economiche della provincia”. Insomma un partito che guarda avanti senza perdere di vista la “bussola della coerenza”. “Agli accademismi e alle teorie astratte – continua il consigliere di Piazza del Popolo – noi rispondiamo con impegno, equilibrio e stabilità”. “Una unità che deve rappresentare un bene raggiunto – afferma in maniera critica Iacobelli – non una imposizione. Questa è la forza della democrazia. Nel contesto, il nostro è un partito maturo, ma la maturità è solo un punto di partenza. Quello che vogliamo essere e che vogliamo avere”. Un dibattito dinamico. “Spina dorsale – ha precisato il Ministro della Giustizia Clemente Mastella a conclusione dei lavori congressuali – nel delicato processo di definizione di una politica di centro che investe l’Italia. L’Udeur non contrabbanda proposte. Le medita. In un paesaggio frastagliato da un centrosinistra sempre più sinistra e da un centrodestra sempre meno destra, la politica respira a fatica. Paradossalmente la collegialità appare il difetto principe di questa amministrazione di Governo”. Una maggioranza ‘costretta’ ad individuare mediazioni “al solo scopo di frenare le insufficienze cardiache che investono l’apparato del Paese. A lungo andare le divergenze finiscono per rompere gli equilibri. Berlusconi non è lo spauracchio del centrosinistra… se solo il centrosinistra pensasse a governare”. E ancora. Dico, Partito Democratico, base Nato di Vicenza, giustizia. Mastella ribadisce la ferma posizione del Campanile rispetto a scelte che appaiano per certi versi “immorali e contraddittorie”. Coppie di fatto. “Si vuole riportare la discussione alla Camera perché al Senato qualcuno mostra perplessità. È ingiusto che i senatori debbano darci una mano quando siamo a corto di numeri e poi si devia il percorso quando esprimono posizioni divergenti”. E a quanti avevano tacciato il Campanile di bigottismo, il Guardasigilli ribatte: “L’Udeur è un partito leale: noi andiamo avanti su questa strada. E’ sbagliato fare pressione sulla Chiesa, sulla base di convinzioni fortemente –ed erroneamente- teologiche. Questa sorta di disimpegno morale rende poco obiettiva la discussione e io francamente non ci sto”. “No al bigottismo cattolico rimodulato dal pensiero politico. Sì a quanti non intendono rigettare le proprie radici ideologiche. Noi faremo appello a quelli che non hanno confidenza con il potere. A tutti coloro che, insieme a noi, vogliono dar vita ad una coalizione di centro”. Insomma, in medio stat virtus, dicevano i latini, e il Campanile di Clemente Mastella sembra intenzionato ad onorare la saggezza popolare in vista dei “nuovi equilibri che si ridefiniranno nel Paese”. Passaggio d’obbligo sulla politica irpina e campana. “Abbiamo il dovere di guidare il cambiamento. Di attutire il colpo quando si esauriranno le virtù taumaturgiche di qualcuno. La Campania è diventato il problema dell’Italia. Dove la politica è stata sconfitta dai personalismi. Dove oggi è necessario costruire il nuovo. In provincia di Avellino possiamo crescere se restiamo uniti”. Giustizia, rapporti tra magistratura e politica, indulto: “Nessuna interferenza tra magistrati e politica – spiega -. Semplicemente rispetto, prudenza istituzionale e garanzia del cittadino all’interno dello Stato e dello Stato stesso. La giustizia non è né dei magistrati, né degli avvocati, né mia, ma dei cittadini. È per questo che è necessario ‘umanizzarla’ anche attraverso l’espiazione della pena in un’ottica formativa e riabilitativa”. A conclusione dei lavori l’on. Sandra Cioffi annuncia la nuova dirigenza irpina (Nino Musto, Segretario Provinciale, Gianfranco Iacobelli, Presidente Provinciale, Luigi Napolitano, Segretario Amministrativo e Franco Lo Conte, Coordinatore Enti Locali) rimandando a marzo la convocazione del congresso cittadino. (di Marianna Morante)

Il proposito di Musto: “Un’Irpinia libera, sana, forte ed economicamente importante”
Un nuovo percorso da iniziare nel senso della continuità. Il neo segretario provinciale del Campanile, Nino Musto, raccoglie il testimone lasciato da Giuditta con il chiaro intento di non disperdere il patrimonio che il segretario uscente consegna alla nuova classe dirigente. L’Udeur dà inizio ad una nuova era avvalendosi della dignità di “unico baluardo del popolarismo cattolico in un mondo alla deriva tra gli estremismi di destra e di sinistra”. Famiglia, sud ed emergenze, modernizzazione, Partito Democratico: tematiche calde, punti cardine di un partito che “rispetta l’altrui punto di vista senza disperdere i propri valori”. A partire dalla famiglia: “Non c’è una adeguata politica del governo nazionale. Il Ministro Bindi piuttosto che pensare ai matrimoni di serie B dovrebbe dare più valore alla vera famiglia”. Emergenze: “Non si combattono con le gestioni commissariali ma con una politica adeguata”. Tanti passaggi per ammonire: ‘l’opera di modernizzazione non può prescindere dalle tradizioni’. Per questo “occorre valorizzare la componente di centro senza restare insensibili ai richiami di altri partiti che vantano le nostre stesse tradizioni. Manteniamo intatta la nostra matrice popolare senza dover scendere a compromessi. Lanciarsi nell’abbraccio soffocante dei Ds come sta facendo la Margherita è utopico. Mi chiedo come chi è nato popolare possa morire socialista. È quello che stanno facendo i nostri amici della Margherita con il Pd. Nella nostra provincia questa unione è un Dico, un Pacs, una unione contro natura”. E prende il sopravvento il concetto di democrazia: “Quella che noi concepiamo è fatta di pluralismo, di tanti campanili. Perché l’Italia non ha bisogno di partiti grandi ma di grandi partiti”. Poi l’aspirazione: “Ho un sogno: un’Irpinia libera, sana, forte ed economicamente importante”. (m.d.p.)

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