Calcio – Il Consiglio dei Ministri vara il decreto antiviolenza

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È stato varato il decreto legge sulla violenza negli stadi. Il Consiglio dei Ministri, riunito d’urgenza a Palazzo Chigi ha deciso le nuove misure da attuare nel mondo del pallone. Tredici gli articoli, divisi in quindici pagine. Questi i passaggi più importanti: Chiusi tutti gli stadi non in regola. Al momento, soltanto sette gli impianti che sono stati adeguati alla norme anti-violenza previste dal ‘pacchetto Pisanu’. Gli impianti regolari sono: l’Olimpico di Roma, l’Olimpico di Torino, il Ferraris di Genova, il Barbera di Palermo, l’Artemio Franchi di Siena, il San Filippo di Messina, il Curi di Perugia. Altri quattro: il Tardini di Parma, il Meazza di Milano, lo Zaccheria di Foggia e il Menti di Castellammare stanno per concludere i lavori di adeguamento, mentre il resto degli stadi italiani funzionano in regime di deroga. Inoltre, saranno puniti i club che utilizzano steward con precedenti penali. La flagranza differita aumenta: possibile l’arresto sino a 48 ore dal reato, dodici più dell’attuale limite. Aumentate le pene anche per il reato di resistenza a pubblico ufficiale: carcere da 5 a 15 anni.
Il Ddl varato dal consiglio dei ministri abbassa a 7.500 posti la soglia minima di capienza oltre la quale gli stadi si devono adeguare al decreto Pisanu. Irrigidito anche il DASPO: il divieto di accesso ai luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive può arrivare per i tifosi violenti sino a cinque anni (attualmente invece al massimo sino tre). E chi non rispetterà la diffida sarà punito con la reclusione da 6 mesi a tre anni(ora 3 da tre a 18 mesi) e con la multa sino a 10mila euro. Ma nel caso di una condanna, il DASPO non solo diventa automatico (mentre prima era una misura discrezionale del giudice), insieme all’obbligo di recarsi in un ufficio di polizia per la firma durante lo svolgimento delle partite, ma può arrivare sino a sette anni (oggi il massimo in questi casi è due anni). Sarà proibito il possesso di razzi, fumogeni, petardi in occasione di manifestazioni sportive. E non solo in occasione della partita, ma anche 24 ore prima e dopo. Le pene sono severe. Nel decreto legge varato dal consiglio dei ministri è prevista la possibilità di utilizzare misure di prevenzione personale o patrimoniale contro associazioni o club nei quali sono evidenti i favoreggiatori di tifosi violenti e particolarmente facinorosi. Lo ha annunciato il Viceministro dell’Interno Marco Minniti al termine del Consiglio dei Ministri.

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