Avellino – La Sinistra Giovanile batte il terreno e si avvia a grandi passi verso il congresso nazionale. “Sosteniamo il Partito Democratico e come noi i Giovani della Margherita e le diverse associazioni politiche composte da forze nuove”. Luana Evangelista, della segreteria regionale Sinistra Giovanile, illustra così i progetti e gli impegni di un gruppo nascente e destinato a farsi spazio tra i big del panorama politico non solo campano. “Vogliamo una pratica di governo più dinamica, assembleare che sia meno legata alla struttura rigida e gerarchica che non lascia intervenire nel concreto la classe giovanile”. È agli under 21 a cui il movimento guarda per poter davvero rilanciare l’immagine del Partito Democratico. “Per una volta sono stati i ‘grandi’ ad ascoltare le nostre tesi – asserisce ancora Luana Evangelista – ed è con loro che ci avvieremo al congresso. L’assessore regionale alle Politiche Sociali, Rosetta D’Amelio, ha ben accolto i nostri propositi recependo il nostro messaggio e le nostre richieste. C’è disponibilità alla cooperazione e al rinnovamento generazionale di una classe dirigente che non guarda ai giovani come potenziale perno per lo sviluppo”. E mentre i coordinatori cittadini si aprono al dialogo, la federazione provinciale resta chiusa alla forza del nuovo movimento. “Noi chiediamo una politica basata sulla lealtà, lontana dai separatismi che ormai soffocano le diverse appartenenze del centrosinistra. Vogliamo rivederci in un nuovo soggetto che sia laico e riformista, ma soprattutto che sia capace di attrarre il consenso della massa giovane. Il rampantismo non è un aspetto caratterizzante della Sinistra Giovanile. Ed è per questo che chiediamo la collaborazione attiva di chi ha esperienza e professionalità”. Ed ancora. La discussione si sposta poi sulla figura leader del centrosinistra in Irpina: Ciriaco De Mita. “La figura del coordinatore regionale della Margherita è un esempio di come la tradizione politica della provincia sia ferma ad una esperienza storica che noi rispettiamo, ma che non sentiamo nostra perché non vissuta in prima persona. È sicuramente una storia nobile, quella del Fiorellino irpino, ma adesso bisogna attivare quel processo di ‘rigenerazione’ che potrebbe lanciare il Partito Democratico ai massimi livelli”. (di Marianna Marrazzo)
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