Avellino – Comune, G. D’Ercole spara a zero: “Maggioranza virtuale”

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Avellino – “Dopo più di un mese dall’apertura dell’ennesima crisi immotivata all’interno della maggioranza cittadina, il centrosinistra si avvia a definire la pace attraverso un salvifico documento, all’interno del quale non verrà scritto assolutamente niente di concreto”. E’ la dichiarazione del capogruppo di An Giovanni D’Ercole. “Non si farà accenno, in questo documento, ai veri problemi della Città ma, nel solito politichese, si riempirà un foglio di parole al vento, come tutti i documenti di pace che si sono susseguiti in questi anni di crisi continue. I D.S., che avevano sollevato il polverone della moralità, chissà in che maniera si sentiranno tranquillizzati da qualche frase posticcia del Sindaco; mentre l’U.D.EUR. è passato dalla richiesta di azzeramento della Giunta all’azzeramento delle proprie richieste! Purtroppo, così come alla Città non sono noti i veri motivi della crisi, alla stessa maniera non saranno resi noti i punti della pace virtuale: anche l’impudico centrosinistra avverte, evidentemente, vergogna per la spartizione segreta che si sta celebrando in queste ore a Piazza del Popolo. Alla stessa maniera non verrà spiegato alla Città che questa pace altro non è che una tregua armata, provocata dalla convocazione del consiglio sulla crisi chiesta dall’opposizione, che reggerà il tempo breve della conclusione della stagione congressuale dei vari partiti del centrosinistra, per poi risolversi, nuovamente, nella guerra per bande che paralizza da due anni e mezzo l’azione amministrativa ad Avellino. Parafrasando una frase inconsapevolmente esilarante del Sindaco Galasso, possiamo dire che “virtuale” non sarà soltanto la chiusura della crisi, bensì “virtuale” sarà, come lo è stata fino ad ora, la brancaleonesca maggioranza di centrosinistra ad Avellino. Non possiamo che indicare alla Città l’esito farsesco dell’esperienza della Giunta Galasso, nata enfaticamente come Amministrazione della gente, proseguita ampollosamente come Amministrazione della conoscenza, conclusa come non-Amministrazione, ammazzata dalla ferocia e dalla voracità dei partiti che la compongono”.

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