Monteforte – San Giacomo: comincia lo sciopero della fame

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Monteforte – Lo aveva annunciato. “Solo con atti estremi impugneremo la vittoria evitando la chiusura dell’ ospedale San Giacomo”. Il primo cittadino di Sperone, Salvatore Alaia, tiene fede alla parola data e domani mattina, davanti al nosocomio montefortese inizierà lo sciopero della fame. Con lui, stretti in una vera e propria catena umana, gli amministratori locali di Monteforte e tutte le fasce tricolore del Vallo di Lauro e del Baianese. Contro la decisione, regolata dal nuovo Piano Sanitario e definita “illegittima ed indecorosa nei confronti dei cittadini” gli amministratori hanno dato vita a numerose iniziative a carattere politico, civile ed istituzionale che tuttavia non hanno raggiunto l’obiettivo auspicato. “La mia protesta dal carattere esclusivamente civile ed etico – ha spiegato il sindaco speronese Alaia – vuol riportare l’attenzione su una vicenda che finora è stata ignorata soprattutto dai vertici sanitari. Sono rammaricato perché nessun esponente politico ha mai manifestato la volontà di contribuire alla nostra causa anche solo con una testimonianza di partecipazione”. Ma se da un lato la politica dei ‘grandi’ sembra aver sottovalutato il caso ‘San Giacomo’, i ‘piccoli’ protagonisti delle realtà locali hanno espresso il proprio sostegno al fianco di Alaia. Attestati di solidarietà sono giunti, infatti, dai primi cittadini di Pago del Vallo di Lauro, Taurano, Domicella, Moschiano, Marzano di Nola, Quindici, Volturara Irpina, Monteforte, Mugnano del Cardinale, Quadrelle, Avella e Nola. Ed ancora. Il capogruppo della minoranza di Quadrelle Salvatore Isola, il segretario cittadino dei Ds di Mugnano del Cardinale, Aniello Napolitano, e il presidente provinciale della Democrazia Cristiana Fausto Sacco si uniranno alla pacifica protesta di Alaia scioperando all’ingresso del plesso ospedaliero. “Sono felice che la mia battaglia – continua il numero uno speronese – sia condivisa da molti esponenti della politica locale e provinciale. Il mio non vuole essere un atto provocatorio nei confronti di nessuno, ma voglio solo tenere alta la guardia affinché il San Giacomo continui ad offrire le sue prestazioni mediche. Noi rivendicheremo il nostro diritto anche a costo di portare avanti questa iniziativa ad oltranza”.

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