Alla notte dei falò …il Parco Monti Picentini. L’impegno di Aquino

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Nusco – Far conoscere e valorizzare gli aspetti culturali e le tradizioni popolari dei singoli comuni del comprensorio dei Monti Picentini: è l’obiettivo dell’Ente Parco dei Monti Picentini che, nell’ambito della festa di Sant’ Antonio denominata anche la notte dei falò, ha organizzato una serie di iniziative in tale direzione. Il Parco ha chiesto ed ottenuto dall’amministrazione comunale di Nusco di poter disporre della piazza antistante alla sede dell’Ente per poter allestire in tale area una serie di stand che esporranno i lavori prodotti dai diversi artigiani che operano nel territorio del Parco. Pertanto ebanisti, fabbri, marmisti, decoratori, ecc.. esporranno i loro caratteristici manufatti. Hanno assicurato la presenza diversi agricoltori provenienti anche dal versante dei Picentini Salernitani. Nell’ambito della manifestazione si potranno anche degustare i pregiati prodotti agricoli tipici dell’area dei Picentini. Anche il GAL Colline Salernitane sarà presente alla manifestazione con propri stand. Le degustazione dei prodotti tipici, offerti dai diversi agricoltori che hanno aderito alla iniziativa, sarà accompagnata da canti popolari curati dal gruppo FolK Montellese “Giuseppe Delli Gatti”. Nel piazzale antistante alla sede del parco, alla luce del fuoco dei falò si esibirà il noto gruppo folKloristico di “Achille e i solisti di Montemarano” con la esecuzione della caratteristica “Tarantella Montemaranese”. Per l’occasione sarà allestita una mostra del noto pittore Montellese Vinicio De Stefano. Inoltre, nell’ambito della manifestazione i numerosi visitatori avranno anche la possibilità di poter visionare un tartufo gigante di ben otto chilogrammi scoperto nel comprensorio dei Picentini, in agro di Lioni dal boscaiolo Giuseppe Salerno. E’ questa la prima iniziativa che il neonato ente di protezione territoriale promuove sul territorio in cui opera. “La cultura – afferma il presidente del Parco Sabino Aquino – è il presupposto e il punto di partenza per la valorizzazione del patrimonio ambientale, naturalistico ma anche artistico e storico che caratterizza i 63 mila ettari del Parco. Fare cultura nel Parco significa preliminarmente conoscere e valorizzare gli aspetti culturali e le tradizioni dei singoli comuni che lo compongono che, sono diversi non solo per appartenenza geografica ma anche per storia, folklore, usi, costumi ecc.”.

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