VIDEO/Avellino,Cassese e Bianco ricordano Maccanico: “Come Giolitti”

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Avellino – La presidenza di Sandro Pertini vista attraverso il punto di osservazione del Segretario generale del Quirinale: questi sono i ‘diari’ dell’avellinese Antonio Maccanico, già presidente di Mediobanca e più volte Ministro della Repubblica. Nel pomeriggio, presso l’auditorium della Camera di Commercio di piazza Duomo nel capoluogo irpino, due grandi ‘irpini’ – Sabino Cassese e Gerardo Bianco con il presidente di Svimez Adriano Giannola – hanno voluto tracciare così, commentandone i ‘Diari’, la storia politica e istituzionale dell’uomo Maccanico, custode di impressioni e riflessioni del settennato della presidenza della Repubblica di Pertini.

E proprio Sabino Cassese – che da Maccanico ha ereditato la presidenza del Centro Studi Guido Dorso – ha tracciato il profilo più significativo dell’ex Ministro delle Telecomunicazioni: “Aveva lo stesso spessore politico e Istituzionale di Giovanni Giolitti – ha detto Cassese – Ha vissuto una vita prodigiosa, servendo lo Stato nelle sue più alte funzioni per 40 anni. I ‘Diari’ sono la cifra della sua azione, quella di un uomo che ha sempre coltivato la filosofia della ragionevole speranza, non peccando mai di utopia o pessimismo, non disegnando mai futuri irrealizzabili”.

MACCANICO E PERTINI – Per Cassese, “… Pertini ha cambiato la storia della Presidenza della Repubblica. Ha cambiato lo stile, creando problemi al suo segretario generale (Maccanico ndr) perché era solito dialogare con la gente comune e con l’opinione pubblica fino a diventare quasi un incubo per Maccanico che si chiedeva se l’enorme popolarità di Pertini avrebbe acutizzato quell’atteggiamento negativo che il popolo aveva nei confronti dei governanti. Maccanico si preoccupava anche di questo”.

MACCANICO E IL SISTEMA DI GOVERNO – Quel divario crescente diventava un cruccio per Maccanico, un segnale di allarme che cresce progressivamente a conferma che i sintomi della crisi del sistema si affacciano ben prima del crollo dei primi Anni Novanta. “Il Quirinale – ha continuato Cassese – raccoglie tensioni e aspettative a differenza delle Presidenze degli altri Stati sovrani. Nel corso del suo settennato Pertini ha dovuto gestire ben 8 Governi e diverse crisi. In Italia il Presidente della Repubblica è impegnato quotidianamente al capezzale del malato, cosa che, ad esempio in Germania, non succede. Maccanico si rendeva conto che l’idea americana della concorrenza politica tra i partiti andasse coniugata con periodi in cui maggioranza e opposizione si dovevano mettere d’accordo tra loro, con l’idea che i partiti dovevano competere e andare d’accordo per governare il paese. Da almeno un decennio questo accade in Germania dove vige l’accordo di coalizione in cui i due maggiori partiti politici, Spd e Cdu, si uniscono per costituire una coalizione”.

Così, invece, Gerardo Bianco: “Maccanico è stato uno dei pochi italiani che ha combinato insieme il grande impegno del Parlamento a quello della finanza. E’ un unicum nel suo genere. Molte delle vicende che racconta Maccanico nei suoi Diari sono state da me vissute in prima persona. L’Irpinia deve saper ricordare questo straordinario personaggio”.

IL DOPO NAPOLITANO – Infine, a margine del convegno su Maccanico, l’endorsement di Bianco per Cassese al Quirinale: “E’ un personaggio di grande statura – ha detto – Se l’intelligenza dei parlamentari italiani si concentrasse su di lui sarebbe un guadagno per l’Italia tutta, sarebbe una scelta straordinaria per il nostro Paese. Come con Maccanico l’Italia ha avuto un grande irpino capace di equilibrare l’azione della Presidenza della Repubblica, così con Cassese il Paese potrebbe avere un presidente di grande sapienza capace di portare avanti il suo ruolo. Io non ho più l’età, sono fuori concorso per ambire alla carica di Presidente – ha concluso Bianco – mi andrebbe bene già se mi portassero ai giardinetti del Quirinale”. E Cassese? Sorride alla ‘fatidica’ domanda, limitandosi a dire che il Parlamento saprà compiere la scelta più giusta.

di Antonio Pirolo

(di seguito le video interviste a Sabino Cassese e Gerardo Bianco)

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