Montoro – I gruppi consiliari di opposizione a Montoro vanno all’attacco dell’amministrazione Bianchino. Così in una nota:
“Ad un anno dall’emergenza idrica a Montoro, cominciata con la scoperta dell’inquinamento della falda del pozzo di Chiusa, ancora non si riesce a trovare il bandolo della matassa.
Ieri mattina ancora una volta i nostri concittadini hanno dovuto subire i disservizi causati da un’amministrazione che non sa capire quali iniziative strategiche intraprendere nei confronti di un problema che, soprattutto per la numerosità dei cittadini interessati, dovrebbe essere una priorità quotidiana e non un punto all’ordine del giorno solo quando si verifica un guasto o un’emergenza.
Fino ad ora di proclami da parte del sindaco Bianchino ce ne sono stati tanti, sempre tutti rassicuranti, ma agli stessi proclami, non sono seguite azioni concrete e tangibili che abbiano portato anche a piccoli miglioramenti anzi, la problematica idrica sembra aggravarsi di giorno in giorno in modo irreversibile. Non è neppure possibile imputare le colpe di questo annoso problema all’Alto Calore perché la società che gestisce il servizio idrico non è un Ente sovracomunale che vive di vita e decisioni proprie, ma è un Consorzio del quale il comune di Montoro è socio e, quindi, parte attiva nelle scelte, negli indirizzi e nelle decisioni strategiche.
Ma tornando al problema del primo gennaio, a nostro avviso, si sarebbe dovuto immediatamente allertare il Prefetto per la sospensione di un pubblico servizio e, se è vera la notizia che ci è pervenuta a mezzo di una nota del sindaco affissa sulle porte del comune, ovvero che la sospensione del servizio idrico sia stato causato da una mancanza di energia elettrica, il problema si sarebbe risolto con il noleggio di un gruppo elettrogeno per dare corrente alle pompe e, quindi, acqua ai nostri concittadini.
Ma nulla di tutto questo è stato fatto, anzi, a differenza delle tante altre volte in cui è stato sospeso il servizio idrico, non è stato attivato neppure il servizio assistenza per la distribuzione dell’acqua alla popolazione attraverso le locali Associazioni di Protezioni Civile.
Quando si è amministratori di una comunità lo si deve essere 365 giorni all’anno anche sacrificando la propria presenza in famiglia il primo dell’anno se necessario e non solo quando ci fa comodo per presenziare manifestazioni, processioni o inaugurazioni. Stare vicino ai cittadini ed essere amministratori significa, poi, essere responsabili nei confronti della comunità rassicurandola solo quando si ha una reale contezza delle dimensioni e delle possibili soluzioni di un problema e non quando, probabilmente, non si conoscono neppure le motivazioni che possono far ben sperare di superare quanto prima la questione erogazione idrica sul territorio montorese portandola alla normalità. Nei prossimi giorni rivedremo di nuovo la stampa piena zeppa di comunicati da parte del sindaco che rassicurerà, ancora una volta, la popolazione sul superamento dell’emergenza idrica e ci accuserà, come sempre suole fare per distogliere l’attenzione dai problemi reali, di sciacallaggio (loro sarebbero i morti?) affidandosi in tempo reale alla difesa d’ufficio su facebook da parte dei soliti personaggi-burattini che rasentano maleducazione e poca maturità e scarsa dialettica verso coloro che democraticamente e legittimamente protestano sulla rete.
Ma stavolta, se l’emergenza non dovesse essere realmente superata, chiederemo a voce alta e con forza le dimissioni di un sindaco e di una giunta comunale che già dall’estate scorsa si è pubblicamente impegnata a risolvere il problema idrico a Montoro, ma che non ha prodotto un bel nulla se non carte su carte.
Naturalmente, nell’interesse di tutti, speriamo che il problema idrico sia presto superato e che il 2015 sia per la comunità di Montoro un anno di rinascita con meno tasse e con qualche servizio in più, lasciando più respiro ai cittadini che non possono essere sempre chiamati a pagare per conto terzi: non è accettabile che si giustifichi la supertassazione locale con motivazioni generiche sui tagli ai trasferimenti statali, bisogna tutelare le famiglie e le tasche dei cittadini. Ieri famiglie, anziani, attività commerciali, ricettive e ristorative sono state abbandonate a se stesse con gravi disservizi che non possono gravare sempre sui cittadini. Guasti agli impianti termici, mancato utilizzo dei servizi di prima necessità e d’igiene personale.
Ancora una volta l’amministrazione comunale si è limitata a diramare uno scarno avviso di sospensione senza che tutta la popolazione fosse informata in tempo utile per approvvigionarsi di un po’ di acqua. Un amministrazione vicina ai cittadini da subito si dovrebbe impegnare a pensare ad ogni tipo di azione possibile nei confronti dell’Alto Calore per richiedere un risarcimento per tutti i danni subiti da mesi dai cittadini ed attività produttive e commerciali compresa la riduzione delle bollette recapitate alla popolazione”.
