Mercogliano – Incompatibilità Iannaccone: il chiarimento di Valente

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Mercogliano – Si torna in aula questo pomeriggio per discutere sulla presunta incompatibilità del consigliere Iannaccone. Una vicenda partita il 30 novembre 2005 ed illustrata, punto per punto dal capogruppo di opposizione Modestino Valente.

30 novembre 2005
“Nomina membri commissione beni ambientali (la maggioranza come è suo costume tentò di escludere la rappresentanza della minoranza). Dopo una sospensione richiesta dal capogruppo, la maggioranza tornò in aula e accettò che la minoranza nominasse il proprio rappresentante nella persona del consigliere Iannaccone. Al quale, precedentemente, era stato assicurato che non esistevano motivi di incompatibilità con la carica di consigliere. Nessun consigliere della minoranza (ben sette presenti) può affermare ad onor del vero di aver ascoltato da chicchessia che esistevano motivi di incompatibilità. Nè risulta che qualcuno della maggioranza abbia ‘eccepito alcuna irregolarità’ nella seduta del 30.11.05 come fa rilevare la nota della Prefettura di luglio scorso a firma del Vice Prefetto Vicario dott. Tizzano circa la legittimità. Nella stessa delibera furono compiuti due atti: il primo con la proclamazione degli eletti da parte del sindaco senza aver ‘eccepito alcuna irregolarità’, il secondo con la dichiarazione della immediata esecutività votata all’unanimità dall’intero consiglio. Nella seduta successiva del Consiglio si diedero per letti i verbali della seduta precedente”. In quella circostanza la posizione assunta dall’Unione fu chiara: la materia, secondo gli esponenti della minoranza, era di esclusiva competenza del Consiglio comunale. Nella stessa comunicazione della Prefettura si evidenziava “che l’eventuale sussistenza della segnalata incompatibilità dell’Ingegnere Francesco Iannaccone, quale consigliere di minoranza, in assenza di una espressa volontà normativa, non incide negativamente sulla propria carica di amministratore comunale”.

2 dicembre 2005
“Con una lettera il Direttore Generale comunica al consigliere Iannaccone che la sua nomina ‘contrasta con quanto stabilito nelle direttive allegate alla L.R. n. 10 del 23/02/1982’. Ma a Iannaccone non risultava pervenuta nessuna comunicazione”.

9 febbraio 2006
“Alla prima seduta della commissione, il presidente, impropriamente contesta la presunta incompatibilità. Iannaccone dichiara di essere all’oscuro di quanto gli viene comunicato e informa che lui aveva avuto assicurazioni della non esistenza della incompatibilità”.

12 luglio 2006
Il coordinamento de l’Unione valuta la questione, e concorda di riportare il tutto all’ordine del giorno di un prossimo consiglio comunale “…essendo quella la sede idonea, istituzionalmente preposta, a rimuovere eventuali irregolarità”. Iannaccone presenta nelle mani del capogruppo le dimissioni dalla commissione per un motivo etico e deontologico di consigliere comunale, ritenendo al pari degli altri di togliere i pretesti per una inesistente contesa normativa.

13 luglio 2006
“Il capogruppo de l’Unione presenta al sindaco richiesta del riesame della delibera al prossimo consiglio comunale. E’ il primo atto formale, e politico, nonché di comunicazione giornalistica che viene effettuato. Nessuno prima d’ora aveva posto la questione. Nell’autunno dello stesso anno il Prc ripropone la questione, dando l’opportunità al capogruppo Valente di ribadire la scelta della sede del Consiglio Comunale per le valutazioni, ma soprattutto per richiamare pubblicamente il sindaco ad ottemperare ad una richiesta gia inoltrata il 13 luglio”.

13 dicembre 2006
“Il capogruppo de l’Unione, dopo ben due sedute del Consiglio, ribadisce la necessita che la questione venga riportata alla valutazione della pubblica assise”.
“In definitiva – spiega Valente – c’è stata una omissione ed una tardiva azione da parte del sindaco che non ha portato immediatamente la questione all’ordine del giorno del primo consiglio comunale utile, nonostante le numerose sollecitazioni. Quando poi il sindaco ha finalmente deciso di affrontare la questione in consiglio ha evidenziato l’approssimazione giuridica e amministrativa di cui è capace questa maggioranza. L’ordine del giorno così formulato è una vera sciocchezza giuridico-amministrativa. Nessuna contestazione poteva essere indirizzata al consigliere Iannaccone. Quindi l’ordine del giorno così formulato è improponibile. L’ordine del giorno del Consiglio doveva avere la dicitura del ‘riesame della delibera del 30.11.05’ come noi avevamo chiesto e non una contestazione di incompatibilità campata in aria. Il comportamento degli amministratori, nell’esercizio delle proprie funzioni, deve essere improntato all’imparzialità e al principio della buona amministrazione, nel pieno rispetto della distinzioni tra le funzioni, competenze e responsabilità degli amministratori. Ci siamo ispirati a questi principi di correttezza deontologica e al senso di responsabilità politica. Le dimissioni di Francesco Iannaccone scaturiscono da questo. Perciò sono state formalmente depositate al protocollo del Comune prima della seduta del consiglio comunale, proprio per evitare una disputa”.

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