Bologna – “In generale dovevamo fare di meglio, anche sull’ultima azione, ovvero era d’obbligo arrivare con un tiro pulito quando mancavano 20 secondi”. È il commento di coach Frank Vitucci all’ultima azione offensiva che ha condannato la Sidigas Avellino alla sconfitta all’Unipol Arena di Bologna.
“Gaines si è sentito di chiudere così – ha poi spiegato Vitucci – è un tiro che lui ha nelle corde, lo aveva fatto anche in precedenza. Non mi sento di biasimarono”. Ancora: “E’ chiaro che si tratta di una sconfitta amara soprattutto per come è maturata nel finale. Questa volta contrariamente al solito abbiamo fatto un primo quarto molto brutto, siamo partiti male difensivamente poi nella seconda parte di gara siamo migliorati molto, lamentando comunque ancora troppe palle perse. Nel finale Bologna ha saputo approfittare molto bene della nostra distrazione. La partita non si fa solo negli ultimi 30”, bisogna guardare l’insieme e il primo tempo per noi non è andato come volevamo, abbiamo avuto un approccio sbagliato all’inizio. A rimbalzo abbiamo lavorato tutto sommato bene, abbiamo avuto molte seconde occasioni. Siamo stati migliori sulle palle alte che sulle basse escludendo l’ultima azione, ma è inutile intestardirsi solo su questa. Hanks e Harper sicuramente hanno molto faticato, in particolare nel primo tempo. Riguardo a Banks dobbiamo essere in grado di creargli qualche opportunità in più, ma sicuramente non possiamo addossare tutta la responsabilità su questi due giocatori. Banks ha giocato 29’ e messo anche tiri importanti. Ogni partita per noi sarà come una piccola finale fino alla fine del girone d’andata. Ogni partita può fare la differenza in una classifica così compatta nel gruppone centrale. Sicuramente senza nulla togliere a chi ha vinto è chiaro che un andamento come il nostro nella prima parte di gara ti può davvero portare a una disfatta totale, mentre se poi rientri come noi abbiamo fatto è ancora più dura: siamo una squadra che nonostante i tanti tiri liberi e i tanti rimbalzi e anche la valutazione superiore all’avversario produce ancora troppo poco perché il risultato è a favore dell’avversario”.
