Province? Anziché tagliare assumono nuovi dirigenti. Succede nelle mai abolite province d’Italia dove, a seguito della riforma Delrio, sono stati ridotti e rimodulati gli organi “politici” ma è rimasto in piedi tutto il corredo.
Doveva essere la vera rivoluzione di Renzi, ma la cancellazione delle province si sta rivelando un meccanismo farraginoso e lento con non pochi paradossi.
E così gli enti da rottamare – come nulla fosse – continuano a nominare: non solo segretari ( che acquisendo anche la carica di direttore generale come avvenuto ad Avellino fa lievitare i costi oltre i 120mila euro annui), ma dirigenti e staff politici. Province che vengono sempre date per morte e sempre rinascono, sotto nuove spoglie.
Come segnala Il Fatto quotidiano, infatti, anziché tagliare man mano costi e stipendi, gli Enti locali “aboliti” stanno assumendo ancora nuovi dirigenti. A distanza di otto mesi dalla legge il processo di riordino è ancora tutto per aria, l’assorbimento delle funzioni da parte di Regioni e Comuni procede in forte ritardo sulla tabella di marcia. Da qui il caos ribattezzato “legge Delirio”, un groviglio di “impossibilità”, rischi e paradossi.
Avellino non è da meno. E’ proprio della giornata il completamento delle selezioni per titolo e colloquio di due figure per dirigenti: uno dell’area tecnica, l’altra per quella amministrativa. 33 abilitati per la prima, 27 per la seconda. La Provincia di Avellino ha già al suo interno figure che in passato hanno ricoperto ruoli apicali. Ma si preferisce, lo permette la legge, aprirlo all’esterno, dando la possibilità di “pescare” tra dirigenti di altri enti. Ma non eravamo in spending review? Ebbene a selezioni e colloqui terminati, la Provincia di Avellino e quindi i cittadini dei 118 comuni dovranno sobbarcarsi gli stipendi ulteriori di altri “dipendenti” a tempo determinato: Elia Puglia, dirigente al Comune di Cardito per l’area tecnica, mentre per l’area amministrativa si dovrà capire come andrà a finire tra Filomena Bilancio proveniente da Grumo Nevano ma dipendente alla Provincia di Caserta e Giuseppe Sciscioli di Corato – Bari entrambi con lo stesso punteggio. Lanceranno la monetina?
Ad Avellino, per dare la misura, ci sono i forestali che lavorano e non prendono lo stipendio da oltre 14 mesi, gli Osa rischiano di non poter più svolgere il proprio lavoro. Qui si consuma l’ultimo paradosso della tormentata vicenda: se la loro effettiva abolizione doveva comportare il rischio di esuberi, quella farlocca ha subito offerto il destro a nuovi incarichi dirigenziali. Pd, Sel, Ncd, Udc, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Scelta Civica e chi più ne ha più ne metta restano in silenzio, consumando in modo bipartisan e delle larghe intese lo scempio e lo spreco a discapito della tasca della collettività.
Come non dar ragione in questa occasione al movimento 5 stelle…
