L’avversario – Rinnovamento e gioventù per dimenticare Pavoletti

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Dopo la salvezza ai play-out con il Novara ed una tribolata iscrizione al torneo, il Varese si è presentato ai nastri di partenza rinnovato e con tanti giovani in rampa di lancio. Sedici i punti raggranellati in quattordici giornate con il fardello di una penalizzazione che potrebbe lievitare nel futuro prossimo. Stefano Bettinelli, che ha preso in mano la squadra a due giornate dal termine della passata stagione, però con la sua truppa non si è perso d’animo ripartendo da quanto di buono raccolto nel finale della scorsa annata. All’imbattibilità interna – premessa non da poco per una squadra che lotta per non retrocedere – finora ha fatto da contraltare una difesa ballerina, la seconda peggiore (assieme al Cittadella) del torneo.

La squadra. Del Varese dello scorso anno è rimasta soltanto qualche traccia nei vari reparti. Tra i pali è stato promosso Elia Bastianoni dopo la partenza di Bressan. Completa davanti a lui la batteria di difensori con un due uomini per ogni ruolo. Nel pacchetto centrale l’unico superstite è Angelo Rea, partenopeo di origini, al quale la società ha affiancato il roccioso Martino Borghese giunto in prestito dallo Spezia dopo l’esperienza in Svizzera al Lugano. I giovani classe ’95 Dondoni (Novara) e Simic (Milan) partono dietro nella scala di valori di Bettinelli. Sulle fasce fiducia a Fiamozzi e Luoni a destra, anche se quest’ultimo è stato impiegato a sinistra, preferito sia all’ex Avellino De Vito che all’ungherese acquistato in prestito dal Milan Tamas.
Il centrocampo gode di una batteria ben assortita per età e caratteristiche in zona centrale. Blasi e Corti, confermati, assicurano esperienza, mentre Barberis (’93) e soprattutto Capezzi (’95, cresciuto nella Fiorentina) sono le sorprese di questo inizio stagione. Sugli esterni agiscono l’ex Lecce Falcone, in grado di giocare sia a sinistra che a destra, il prodotto del vivaio Scapinello, l’ex Albinoleffe Cristiano, Zecchin e Rivas.
Autentica rivoluzione in attacco con il solito Forte rimasto rispetto allo scorso anno. La fuga nel reparto avanzato è stata guidata da Leonardo Pavoletti, per il quale il Sassuolo ha esercitato il diritto di controriscatto sul prestito a cifre importanti. 24 le reti segnate in 38 partite (compresa la post season) con la maglia biancorossa per lui, supportato dal nigeriano Oduamadi, Bjelanovic, Di Roberto, Calil, quest’ultimo ora capocannoniere del girone C di Lega Pro, e dalla bandiera Neto Pereira, che sventola ancora al “Franco Ossola”. Per rimpiazzare i partenti, il club varesino ha puntato sul fiuto del gol tutto genovese di Luca Miracoli, ariete classe ’92 in comproprietà con il Genoa e reduce da 13 marcature in Lega Pro con la Feralpisalò che ha sulle spalle la pesante eredità di Pavoletti; su Petkovic (Catania) e sul ritorno di Arturo Lupoli dalla parentesi ungherese all’Honved di Budapest.

Il modulo. Dopo una lunga trafila nel settore giovanile biancorosso, Stefano Bettinelli si è fatto trovare pronto alla chiamata in prima squadra. Il 52enne tecnico varesino è andato sul sicuro con un classico 4-4-2 rimodulato sulle caratteristiche dei nuovi arrivati.

La curiosità. Tre in totale gli ex del match in programma sabato al “Partenio-Lombardi”. Si tratta di Andrea De Vito, in Irpinia nella passata stagione, e la coppia Ely-Kone, al Varese rispettivamente nel campionato scorso ed in quello precedente (2012/2013).

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